INCHIOSTRO
a.° L’ inchiostro ordinario ispessiloconvenientemente con gesso macinatovin lungo.
Questi inchiostri hanno il vantaggio diresistere abbastanza all’azione dell'acquaper potere assoggeltarela carta sulla qua-le si trovano alla stampa calcografica o li-tografica senza alterare il disegno fattocon essi. Pegli inchiostri grassi indelebilidestinatia stampare i disegni a dueinchio-stri, la composizione della vernice è di fioparti di olio di lino e i 5 o di resina delpino marittimo. Questo miscuglio si deeriscaldare e quando è bene fuso passasiper un pannolino fino. La composizionedell’ inchiostro che si fa con questa ver-nice è di due sorta. La prima componesidi 24 parlidi argilla ben lavata e seccata3 di inchiostro da scrivere evaporato, 2di oltremare ed una quantità sufficientedi vernice. La seconda composizione èformata di 24 parti di creta lavata e sec-cata; i ,5 di inchiostro evaporato ; una dioltremare e sufficiente quantità di vernice.
Pegli oggetti anzidetti potrebbero for-se anche utilmente impiegarsi gli in-chiostri di Mozard, preparati con cromatod’ argento od altri sali metallici dei qua-li parleremo all’ articolo Inchiostro tipo-grafico , e che mutano di colore per l’ef-fetto dei reagenti.
Dopo avere esposto fin qui in qualimaniere sogliansi cancellare gli scritti, ecome si possa a questa frode ovviare, da-remo compimento all’ articolo osservan-do dietro quali indizii si possa formarejdubbio della alterazione dei caratteri, edin quali maniere ristabilirli od almenopalesare gli artifizi coi quali vennero di-strutti.
Se l’inchiostro si è fatto con un ec-cesso di solfalo di ferro spesso avvieneche col tempro gli scritti si impallidi-scano volgendo al bruno; si può restitui-re loro una qualche forza umeltendo la
Inchiostro ia3
carta con una soluzione di due dramme diacido solforico diluite in due once di a-cqua : è da avvertirsi però che se adope-rasi troppo ili questa soluzione o la si usatroppo acida si ha danno invece che uti-le. Avviene anche sovente che l’inchio-stro di uno scritto col tempio si scolori,tanto che non riesca più leggibile, il cheè cagionato dalla perdita della materiacolorante e dell’acido gallico nell’inchio-stro contenuto. Può tuttavia quel coloreoriginario ristabilirsi, o piuttosto puòdarsi un nuovo colore allo scritto, sten-dendovi sopra diligentemente col pen-nello primieramente una soluzione di cia-nuro di potassio, quindi un pochetlo dìacido idroclorico diluito. Si può ancheinvertire 1 ’ ordine indicato e stenderel'acido diluito da prima, poi aggiugnerela soluzione del cianuro di potassio.
L’ acido di fatto serve u scioglierel’ossido di ferro o il solfato dell’inchio-stro sbiadato, e il cianuro di potassiolo precipita di nuovo formando un colo-re azzurro, e in questo modo ricompareinteramente Io scritto. Se il pennello èdestramente maneggiato, e se una cartasugante si appoggia su le lettere al mo-mento che diventano visibili, la loro for-ma viene distintamente mantenuta.
Altri adoperavano e tuttora adopera-no una infusione di gallo, od anche unasemplice tintura di galla ; e questo me-todo è stato in addietro il più accredita-to presso gli archivisti e gli antiquali di-plomatici ; ma l’infusione e la tinturasuddette ridonano bensì il colore neroallo scritto sino ad un certo grado, manon lo ristabiliscono così prontamente, nècosì compiutamente come il cianuro di po-tassio.
Quando però anziché scolorato daltempo per difetto di composizione, ven-ne uno scritto cancellato dalla malizia, al-lora occorrono per istabilirlo mezzi di-