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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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Inchiostro

chio dei caratteri pei quali dee servire.In generale metlonsi circa due parli emezza di nero sopra 16 di vernice, egiova che quest 1 ultima sia piuttostoscarsa che abbondante. Aggiugnesi il ne-:ro in più volte e macinasi ripetutamenteil miscuglio alla stessa guisa che i coloriad olio, a braccia se trattasi di piccolequantità, o con macchine a cavalli od avapore quando lavorasi in grande (V.Colori, Macinatura). In alcune tipogra-fie accostumasi non unire il nero al-la vernice che sulla pietra stessa dondesi prende l'inchiostro per darlo ai ca-ratteri: certo è in allora più facile re-golare le proporzioni secondo rocchio diquelli ; ma vi è il pericolo che non simacini abbastanza, ed inoltre che, ope-randosi a caso, la tinta non riesca sem-pre uniforme ; sembra perciò che gio-vi meglio preparare 1 * inchiostro dap-prima.

Si fanno pure inchiostri da stampa dialtri colori, e fra questi si adopera prin-cipalmente il rosso, massime pei libiida chiesa, pegli affissi ed altri simili og-getti. In tal caso deesi usare uua ver-nice di densità media, fatta di recente econ olio di lino, imperocché questa nonè soggetta ad annerirsi, come quella diolio di noce. In luogo del nero-fumo, sevuoisi un color rosso, mettonsi cinabro ominio macinati più fini che sia possibile.Ponesi in un luogo riservato a questosolo uso una piccola quantità di vernicesulla quale gettasi parte del minio, agita-si e macinasi il tutto col macinello ripe-tutamente, tenendo le proporzioni di cir-ca doppia quantità di vernice del minio.Alcuni mescono in questa prima compo-sizione tre o quattro cucchiaiate d’aqua-vite in cui siasi disciolto 34 ore primaun pezzo di colla di pesce grosso quantouna noce. Sembra per altro che questaaggiunta non soddisfi alio scopo per cui,Suppl. Dì%, Tecn, T. XJF.

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si è folta e che sia più sicuro l'iiggiogne-re una piccola quantità del più bel car-minio, il quale perfeziona il colore carat-teristico del minio,lo rende più efficace edimpedisce che acquisti un 1 apparenza fo-sca. Siccome questo inchiostro è sogget-to ad attaccarsi con troppa forza nell’oc-chio dei caratteri, così giova che non siatroppo denso.

Oltengonsi inchiostri verdi, azzurri,gialli o di colore violetto aggiugnendo in-vece del minio verderame calcinato,az-zurro di Berlino , orpimento, gomma laccafina e calcinata. Queste sostanze si maci-nano diligentemente con la vernice, ag-giugnendovi della cerussa, poiché alta-mente darebbero tinte troppo cariche.

Se, come avviene sovente, non si con-suma tutto 1' inchiostro colorato prepa-ratosi, lo si pone sotto acqua, affinchènon si secchi e scagli.

P. Mozerd suggerisce la maniera se-guente di preparare una specie partico-lare di inchiostri da stampa coloriti .Prendesi mezzo chilogramma di verni-ce da stampatori, ponesi al fuoco in unvaso di maiolica e quando sarà quasibollente vi si aggiungono 90 granirnedi resina di guaiaco in polvere, agi-tando in guisa da mescere bene il luttoe da far sì che la refina sia perfettamen-te disciolla;poi si leva dal fuoco e lascia-si raffreddare. Aggiugnesi quindi a que-sta prima composizione del cromato d’ar-gento in quantità sufficiente a tignerla diun rosso bruno, si macina il tutto comei colori e si ha un buon inchiostro tantoper imporre bolli alle carte,che per Stam-pare , permanente quanto quelli usati ingenerale,ma che ha la importante proprie làdi cangiar di colore per l’azione dei rea-genti chimici, divenendo verde per quelladel cloro e dei cloruri, giallo pel contattodegli acidi e violetto quando vi si fannoagire sopra gli alcali. Tossono farsi altri