Band 
Tomo XXVIII. [Supplimento.]
Seite
136
JPEG-Download
 

i3G Inchiostro

tutte queste sostanze essiccative leogonsilontane ilal fondo del vaso agitando, poi-ché altrimente farebbero bruciare 1’ olioche ne acquisterebbe una tinta nera e siispessirebbe prima di avere bollito ab-bastanza. Regolasi il fuoco in manierache 1’ olio bolla lentamenle per tre oredopo fatte tutte le aggiunte. Se do-po ciò non cessa di produrre spuma enon emette che poco o nulla di fumo, èduopo ricorrere all'uso di alcuni cannonidi penna. Tuffansi questi nell’ olio percirca due minuti ; poi, quando ha tuntobollito che le penne scoppiettiuo e si arric-cino, avrà bollito abbastanza esi leveràdalfuoco immediatamente, lasciandolo nelvaso almeno per io a a4 ore, poichéle sostanze essiccative agiscono assai me-glio quando lasciasi raffreddare l'olio nelvaso stesso che quando levasi immedia-tamente. L’ olio bollito può sempre la-sciarsi in fondo a botti od anche in ci-sterne di piombo riparate dal sole, gio-vando le ultime anche a chiarificarlo erenderlo essiccativo. Deesi tenerlo ripa-rato dall’ aria e dal sole, poiché altri-mente diviene viscido e glutinoso. Ilbuon olio bollito con queste avvertenzedovrà essere limpido, pallido e brillante,e steso con un pennello si seccherà eindurirà senza produrre alcuna mac-chia.

L. Jonas, farmacista di Edimburgo fece conoscere un’altra maniera di pre-parare la vernice molto importante perle arti, e consiste nel prendere, peresem-pio, 5o chilogrammi di olio di lino, farliriscaldare in un vaso di rame, poscia le-varli dal fuoco e mescervi a poco a po-co io a i5 granarne d’acido nitricoconcentrato. Producesi una reazione frai due liquidi con effervescenza e deci-e-pilazione. La vernice è preparata tostoche 1' olio di lino trattato in tal guisa sialalLeddalo, ma bisogua lasciarlo per al-

Iscmosrno

cuni giorni esposto all' aria in rasi aper-ti ; vi si forma allora un sedimento dimaterie albuminose, come nella prepara-zione con l’ossido di piombo, le quali siseparano per decantazione. Questa ver-nice ha una tinta d’ ambra leggera edassicurarsi che non lascia nulla a desi-derare quanto alla prontezza dello sec-carsi.

Ottiensi ugualmente una buona ver-nice sciogliendo nell’ olio di lino picco-lissima quantità di fosforo e lasciando ilmiscuglio per qualche tempo esposta al-I' aria. Jonas osserva iu questo propo-sito che lutti gli oli essiccativi di semenei quali sciogliesi del fosforo passanorapidamente all’acidità od al rancidu-me, provando così un tale cangiamentoper cui si riduoano molto più presto iuun sapone solido. Per questo riguardol’acido orsenioso tiene la stessa proprie-tà del fosforo.

L’altro elemento onde 1’ inchiostroila stampa componesi è il Neuo-fujio,il quale si ottiene alla maniera che aquella parola abbiamo descritta, avendoperò spesso in allora il difetto di ren-dere necessario 1' uso della trementinaa motivo di un olio che contiene il qua-le ingiallirebbe i caratteri. Si può pri-vamelo calcinandolo in vasi chiusi. Tal-volta si adopera anche una specie dicarbone ottenuto da sostanze animali ovegetali al quale si dà il nome di Neroda stampa (V. questa parola). Quandovogliasi inchiostro di qualità scelta ado-perasi il nero d’avorio puro o meglioancora quello di Francoforte .

La quantità di nero che aggiuguesialla vernice varia primieramente secon-do la qualità del nero stesso, essendove-ne di quello che se ne imbeve di piò edaltro che se ne imbeve meno. Inoltretalvolta regolasi anche la spessezza del-l’inchiostro secondo la grandezza dell’oc-