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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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Incisione

sei giorni od otto prima della fioritura,e qualche volta anche più tardi per impe-dirla. Questo era principalmente il casoin cui gli antichi solevano praticare simi-le operazione e nel quale si pratica ingrande anche attualmente in alcune parlidell’Italia e della Francia meridionale sul-la vite e sull’ ulivo.

Siccome si ha sempre l’arhitrio di sca-ricare un albero dalla soprabbondanzadi fruita, che produce, così si può prati-care l’incisione anulare anche allora chenon si ha più da temere la colatura del-la maggior parte dei fiori, potendosi co-sì costringere tutti i fiori alla fecondazione.

Quelli che preferiscono la bellezza alnumero, basterà che levino pinco dopoche i fiori avranno legato, la maggior par-te delle frutta di un ramo inciso anular-mente. Si può anche praticare la incisio-ne in tal caso, dopo che la fecondazio-ne è terminata. I coltivatori dei contornidi Mompellieri e di Bezier la eseguisconosugli steli dei carciofi, per rendere le lo-ro leste più grosse.

Si asserisce che le frutta provegnentidai rami incisi anularmente sono più saporite delle altre di uguale grossezza,prese da un ramo non inciso dello stessoalbero. Bosc non nega questo fatto, madichiara di non averne potuto ottenere laprova in due o tre circostanze in cuivolle farne la osservazione.

P. certo frattanto che dalla incisioueanulare dei rami ne viene una più solle-cita ' maturazione delle frutia, ed esi-stono fatti i quali provano che con que-sto mezzo si arrivò a guadagnare unaprecocità di quindici giorni e più. Gene-ralmente dovrebbesi adunque adoperar-la nei contorni delle gradi città ove lefruita assai primaticcie si vendono moltocare; eppure si omette di praticarla, pertimore, dicono gli ortolani, di perdere iloro alberi. Mostreremo pelò in appresso

Incisione i { i

la possibilità di non perdere un solo ra-mo praticando, non diremo ogni anno,ma ogni secondo o terzo anno, l’incisio-ne anulare sugli alberi da frutto. D’ al-tra pat te se si teme di farla sugli alberiinteri, non si vede qual rischio vi ubbia dieseguirlasopra uno o due rami di ciascunalbero, o sopra i rami di quelli che in-tendono strappare nell’inverno seguente.Dovrebbero anzi determinarsi a ciò die-tro gli stessi loro principi! della potatura,avendovi sempre alberi con alcuni ramipiù vigorosi degli altri, pei quali 1’ inci-sione anulare propiia si renderebbe amoderare 1’ impeto di quell’ eccessivovigore.

Considerando però 1’ effetto che pro-duce l’iiirisione anulare nei casi preceden-ti, sembra che applicabde non sia in que-sto ultimo caso. Difalti, l’abbondanza delsucchio lungi dal produrre lo stesso risulta-meolo sui rami incisi anularmente e suquelli die non lo sono,ne produce inveceuno contralio,come i coltivatori hanno oc-casionedi osservare ogni giorno. G li alberipiantati in terreni aridi, quelli le cui ra-dici furono mutilate, i cui rami alimen-tano larve di insetti, sono quelli che piùpresto conducono le frutta alle maturità,e le frutta bacate, sono quelle che diventa-no mature più presto. Conviene credereche il succhio accumulato nei rami incisi,dopo aver dato per alcuni med un ecces-so di vigore a questi rami, comunichi inseguito loro una malattia, forse una ple-tora, una specie d’ anasarra, o simile, lecui conseguenze agiscono sul frutto.

Dubaniel ha dato la prova che inuna barbatella o margotto non vi ha pro-duzione di radici che dopo la formazio-ne di un cercine. Sforzando adunque laformazione di questo si perverrà ad as-sicurare e ad accelerare lo sviluppo del-le radici. Sempre utile sarà quindi enecessario il fare incisioni anulari, o le-