Band 
Tomo XXVIII. [Supplimento.]
Seite
140
JPEG-Download
 

l4o INCISIONE

pi soltanto richiamuronsi alla memoria ed

applicaronsi questi artifhii.

Non resta ornai più dubbio sugl’im-portanti vantaggi provenienti dalle pia-ghe anulari nei casi sopraccitati. Se neconosce la teoria fondata sull’ accumu-lazione del succhio discendente nella par-te del ramo superiore all’anello.

I moltissimi fatti citati dagli autorimoderni, l’esperienze di cui Buse diceessere stato testimonio e quelle tentatedalui medesimo, desiderare ci fanno chel’uso dell’ incisione dei rami degli alberisi diffonda; e gioverà quindi 1’ entrarein qualche spiegazione sulla maniera difarla.

Si leva un anello di scorza all’ albe-ro od al ramo che si vuol rendere piùproduttivo, avendo 1’ attenzione di nonlasciarvi nessuna parte del libro. Quan-to più forti sarauno 1’ albero od il ra-mo, tanto più considerabile dovrà essese la larghezza di questo anello, e con-verrà poi calcolarla rigorosamente quan-do si vorrà che la piaga sia cicatrizzatainnanzi all' inverno: sopra un albero diun decimetro avrà ad essere di 8 milli-metri ; ma questa dimensione dee variaresecondo il terreno e la stagione, doven-do, per esempio,essere più grande quan-do il terreno sia buono e la stagionecalda e piovosa. Dee inoltre variare an-che secondo la specie degli alberi, poi-ché,a grossezza eguale, i meli domandanouna piaga più stretta dei peri, ed i co-togni ancora più.

Alcuni giorni dopo levato l’anello,esce frammezzo al legno e la scorza, inalto, una produzione mucilaginosa sulprincipio, ma che si indurisce in se-guito : si estende questa sulla piaga senzaatlaccarvisi, formando un cercine alquan-to rilevato che da principio cresce rapi-damente ed in seguito con più lentezza,guadagna iodi la parte inferiore dell’anel-

Incisione

lo, alla quale si riunisce se la piaga nonè troppo forte, finisce col somigliarein tutto alla scorza, dalla quale in effettonon differisce nel secondo anno. Se lapiaga è tanto larga da non poter esserericoperta dal cercine, 1’ albero od il ra-mo perisce presto o lardi immancabil-mente.

Se 1’ albero od il ramo assoggettato aquesta operazione non si mostra nel se-condo auno carico abbastanza di botto-ni da frutto, vi si fa un’altra piaga anula-re , replicandola finché abbiasi potutoconseguire I’ intento ; di raro succedeperò, che occorra di rinnovare 1' opera-zione.

Siccome deesi spesso temere di farela piaga troppo larga, perchè ricopi ire sipossa entro l’anno, così la prudenza inse-gna di farla da piincipio stretta, per al-largarla poi in seguito successivamenteal basso , ricordandosi , che il cresci-mento del cercine diventa poca cosa [las-sali i primi due mesi dopo 1’ operazione.

Celti alberi fruttiferi, come,per esem-pio, i [ieri, specialmente quando sono inne-stali sepia albero selvatico o franco, sesitrovano piantati in un terreno grasso edumido, non danno frullo che dopo unnumero d’ anni più o meno considerabi-le, perchè tutta la loro forza vegetati-va si poita sulla formazione dei getti, iquali hanno molto vigore. Facendo unaincisione anulare prima del succhio riiagosto, e rinnovandola, se ciò è necessa-rio, a quello della susseguente primave-ra, si può essere sicuri di coudurre l’al-bero a dare frutto. Con lo stesso mezzosi può accelerare la fioritura e la fruttifi-cazione di qualunque albero stiaoiero sivoglia ed anche di molte piante vivaci.

Quando la esposizione, la natura del-1’ albero, le disposizioni atmosferiche esimili cause, danno luogo a temere la co-latura, basterà fare un’ incisione anulare