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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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J 4G InCOLLAMUNTO

INCOGNITA. Laquaulità cercata nel-la soluzione di un pioblema aritmeticood algebrico.

(Dizionario delie matematiche.)

INCOLLAMENTO . Propriamente,come la etimologia della parola lo addita,Vale questa l’applicare la colla a checches-sia. Per diversi molivi si fa questa appli-cazione, ed è il primo quello di congiu-gnere insieme varie cose più o meuosaldamente ; il secondo lo stendere unostrato di colla sopra una sostanza perdarle alcune particolari proprietà; il ter-zo finalmente lo sciogliere la colla in unliquido per poscia, precipitandola, sepa-rarne tutte le impurità. Propriamentequi non si avrebbe a parlare che dell’in-collamento preso nel primo senso soltan-to. Nou sarà discaro però al lettore di tro-varequi citati i luoghidovesi parla anchedelle altre due specie di incollamento, fa-cendo in questa occasione quelle ulterioriosservazioni che più sembreranno impor-tanti.

Le sostanze che servono ad attaccareinsieme varie cose sono diverse secondola natura di queste cose medesime, e se-condo che devono resistere o no oli’ a-Z'.one dell’ acqua. Nel primo caso piùparticolarmente diconsi Cementi o Ma-stici, e nel secondo Colle. Perla prepa-razione, di queste varie sostanze riman-deremo a quelle parole, e circa al mododi usarle agli articoli propri di quelle ar-ti uelle quali specialmente si adoperano.La colla di farina o di amido serve par-ticolarmente per attaccare la carta consé stessa od anche sopra altre materie.All’ articolo Carta dipinta del Dizionario(T. IV . pag. 93 ), veuue indicato come siattacchino insieme i fogli per formarequei lunghi pezzi onde si foderano i mu-ri delle stanze. Siccome però con la so-lita colla od altre soluzioni acquose fa-cilmente si formano ganze, cosi ultima-

laCOLL AMENTO

mente proposesi di adoperare a tal uopouna soluzione assai densa di gomma ela-stica,stesa sugli orli chesi devono unire.Lasciasi asciugare per un istante e primaili porre i fogli l’uno sull’altro attendesiche la soluzione sia divenuta appiccatic-cio o pastosa. Questo metodo dicesi par-ticolarmente utile pegli architetti, pei di-segnatori e simili. Il buon effetto che *iottiene dipende dal non inumidirsi lacarta che dilatandosi forma appunto legrinze onde abbiamo parlato.

Per attaccare le carte di tappezzeriasui muli giova il modo seguente. Se imuri non sono ben lisci e piani, raschiati-si prima con un ferro o con una pietramolare, quindi, per una stanza alta 3”*,3larga 5 m , e lunga altrettanto pren-desi ochil.,5 di colla forte che umetta-si leggermente. Un’ ora dopo mettesi in-nanzi al fuoco con uu litro e mezzodi acqua, visi aggiungono ochib,25 di tre-mentina e lasciasi cuocere per mezz’oraagitando continuamente. Quando la tre-mentina è affatto disciolta si intonacanoi muri con due o tre strati di questa col-la a caldo. Prendesi poscia per incollarela carta colla di farina nella quale siasi di-sciolta al fuoco della trementina nella pro-porzione di o c lnl.,i8 a o c h'J-, 2 o per ognioctiil.,5 di colla, avendo sempre la cura diben agitarla, poiché se la trementina nontosse ben disciolta nella colla macchie-rebbe la carta. Questo metodo ha il gran-de vantaggio di distruggere le cimici chetrovansi in molte stanze e che vengonoimprigionate ed uccise dai primi stratiche si danno sui muri.

La colla forte serve principalmente perattaccare insieme fra loro o con altri corpii legnami ed agli articoli Falegnamb ,Legnaiuolo, Ebanista indicaronsi i mo-di di ben porla in opera. Rarmarsch feceesperimenti sulla forza con cui tiene le-gaci i diversi legnami questa colla, ed ec~