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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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ItlCOMBOSTlBILE IsCOHJItJiSl'RABIl,* I 55

do solforico, il quale ammonisce la pelle, se lo sarebbe passalo sulle gambe, sulleSoggiugne che lacerasi cuocere una co- braccia, sui capelli, sul viso e sulla stessastaiuola sulla lingua , mettendovi car-jlingua, ed avrebbe bevuto non che Polioboni accesi sotto e sopra ; il che forse .bollente, lo stesso piombo fuso; general-

più a ciarlatanesinao ed a destrezza, che asincero speiimento deeatliibuirsi, sebbe-ne con un liquore anche la lingua possae rendersi insensibile e riparararsi dall’azione del fuoco. Il mezzo insegnato daAlberto Magno può darci un’ idea delmodo come il servo indiano, rammen-tato da Tavernier, circondavasi impune-mente il corpo di catene roventi.

Non solo nella colta Europa e fra glischiavi dell’ Asia trovansi uomini chesanno sostenere ferri roventi e maneg-giare il fuoco impunemente, ma, se cre-diamo al viaggiatore Perrin du Lac ,v’ hanno pure fra i selvaggi dell’ A-merica uomini che, per mezzo d’ unacerta radice, non solo toccano le bragiardenti, ma ben anche le masticano. Nar-ra questo viaggiatore che gli abitanti del-la Luigiaua superiore conoscono un’erba,la cui radice masticata serve, qualora sene strofinano le mani, a far sì che gli ac-cesi carboni si spengano senza dolorenon solo fra le mani stesse, toa eziandiofra i denti ; del quale sperimento egli futestimonio. Gli Osagi , abitatori delle spon-de del Missouri , masticando questa piantae strofinandosene, fanno cose che nonavrei creduto, dice l’autore, se non leavessi vedute. Alcuni bevono il grasso diorso sciolto e bollente ; e altri mettono lamano nella pentola per agitare la car-ne contenutavi che bolle, senza che ap-paia in loro il menomo indizio di do-lore.

In questi ultimi tempi, al principio delsecolo presente, tornossi in campo la in-combustibilità e se ne fece oggetto di cu-riosi esperimenti da un certo GiuseppeLionelti Comasco il quale aDnunziavache avrebbe maneggiato il ferro rovente,Sappi Dii. Tccn. T. XIV.

mente si credè che tutto ciò dovesse es-sere un giuoco ciarlatauesco od un’ illu-sione ottica. Se ne videro le prove inpubblico teatro, e tali furono che glispettatori poterono bensì sospettare, manon accorgersi che il Lionetti adoperas-se alcun mezzo per impedire fazione delfuoco sulle sue membra.

Le persone colte però, conoscendosino dove possa estendersi l’insensihi itàfisica dell’ uomo sano, ed istrutte dallastoria che in ogni tempo vi furono uo-mini che maneggiarono impunemente ilfuoco e le sostanze più calde,ben tosto so-spettarono chel’uomo incombustibile fos-se tale mediante quei mezzi coi quali so-leansi vincere le cause e sostenere le as-serzioni di reità e di innocenza ue’lenipibarbari in cui terminavansi le questionie scioglievano i dubbi! coi così delti Giu-diiii di Dio .

Le sostanze che meglio servono a ren-dere insensibili quasi affatto al più fortecalore sono gli acidi concentrali e.l an-che il succo d’ aglio, i quali produco-no sulla pelle una specie di callosità.Di questi effetti si ha ordinariamenteun esempio nelle officine, dove si ve-dooo gli operai che, o pel maneggiarquesti acidi o pel continuo e faticosolavoro, hanno le mani incallite, potertoccare e tenere impunemente oggettiriscaldati a tal grado che non potrebbesitollerare dagli altri.

(Breza — C. Amoretti — G**M.)INCOMMENSURABILE , INCOM-MENSURABILITÀ. Dicesi di quellequantità che non si possono misurareper via di confronto con altre cose diconosciuta grandezza.

(Alberti.)

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