IncRostimentÌ
pel che la caldaia si potè nettare con fa-cilità. Dietro questi fatti pare che il car-bone comune in grossa polvere impedi-sca in gran parte le incrostazioni prodot-te dalla evaporazione di grande quantitàd’ acqua.
Un metodo però che per semplicità,facilità di esecuzione, e basso prezzo del-la materia adoperala, sembra superioreagli altri tutti e scevro da ogni inconve-niente si è P uso dell’ argilla, suggeritonel i 836 da Chaix, che chiese in Fran-cia per esso un privilegio esclusivo, e funel giugno 1837 rimunerato con meda-glia d' oro dalla Società d’ incoraggia-mento di Parigi . L’ argilla da usarsi èquella de' pentolai stemperata nell'acquae sembra che un chilogrammo di essaper ogni cavallo di furza sia sufficiente.Se ne fece primieramente la prova sullecaldaie della barche a vapore francesiche navigano da Tolone ad Algeri , ed ilisullamenti, verificati da una commissio-ne istituitasi dal ministro della marina,mostrarono che non solamente le caldaiecui crasi questa aggine, a applicata aveva-no cessato di incrostarsi, ma che in unadi esse eransi anche separati 200 chilo-grammi e più di depositi, per levare iquali sarebbe stato duopo adoperare ilpiccone ed il martello, con grave danno•Iella caldaia,e con l’impossibilità di suel-tare que’ tubi e quelle parti ove gli anzi-detti strumenti penetrare non potevano.Alcune piastre grosse vari centimetri edi 3 o e più centimetri di superficie, stac-catesi in tal guisa portavano sul lato in-feriore l’ioipronta delle bulletlatme for-nendo in tal guisa la più evidente dimo-strazione del vantaggio di questo meto-do. Tanta fu la persuasione derivata daqueste prove elle I’ uso dell’ argilla ven-ne ordinato in Francia per tutte le bar-chea vapore dello stato.
La Società d ! incoraggiamento nomi-
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nù essa pure un» commissione per inda-gare gli effetti di questo metodo ed os-servò i fatti seguenti. In uno stabilimen-to di Parigi eravi una caldaia a vaporealimentata con 1’ acqua degli strati infe-riori del suolo, la quale dava una tal co-pia di sedimenti salini che ogniotto gior-ni conveniva sospenderne il moto e net-tarla col pircone con molla fatica e dan-no della solidità dell’ apparato. Introdot-tavi l’argilla stemperata convenientemen-te, fecesi lavorare questa caldaia per i5giorni e nel votarla Irovossi che non visi era formato vernn sedimento,ma si era-no anzi staccate varie incrostazioni rimastein alcune parti dove il piccone non avevapotuto agile. Questa esperienza,ripetutanuovamente per tre settimane di seguito,diede gli stessi risultamenti, e la caldaiatrovossi quasi altrettanto netta quanto unanuova. Payen fece le stesse [nove soprauna caldaia a vapore del suo stabilimen-to ed ebbesi una conferma dei fatti su-esposti.
A fine perù che questo mezzo abbiala maggior efficacia possibile convieneche I’ argilla giunga nelle caldaie depu-rata al massimo grado, senza del chel’aderenza dei sali ha luogo tuttavia,quantunque in islrati meno grossi ed as-sai più facili a staccarsi che ' non
si adopera questo metodo: è quindi a de-siderarsi che I’ argilla da usarsi a questouopo sia nelle condizioni volute e nongreggia e carica di sostanze silicee. Eadun-que fuor d’ ogni dubbio provato potersiadoperare con grandissimo profitto l’ar-gilla, tanto per le caldaie stabili, quan-to per quelle delle barche a vapore ;queste ultime perù che adoperano 1’ a-cqua marina esigono un frequente can-giamento ded’ argilla, poiché fiorendo-si, come dicemmo più addietro , get-tare il liquido della caldaia prima che siagiunto allo stato di saturazione gettasi