lGG Incrostamento
che benissimo adempievano al loro scopoprincipale, avendo però 1’ inconvenientedi far produrre al liquido molta spuma,e talora eziandio il sollevamento dellamassa che passava nei tubi; inoltre tal-volta venendo a contatto delle paretilambite dalla Gamma, vi facevano crostaabbruciandosi. Questi inconvenienti fe-cero in gran parte rinunziare all 1 oso diquesti mezzi,e perciò senza più oltre occaparcene, parleremo invece qui piuttostodi altre maniere di ottenere lo stesso ef-fetto, e particolarmente dell’ uso del car-bone in polvere e dell’ argilla per questoproposito.
John. L. Smith per evitare le incrosta-zioni suggerisce di coprire interamente laparte inferiore dei bollitori esposta all’a-zione immediata del fuoco di rosure dilatta, di ferro o ili lamierino tagliale apezzi angolari. Queste rosure, mosse dicontinuo dall 1 ebollimento dell'acqua,preservano compiutamente la caldaia daogni incrostazione ed assicurarli averleadoperate con pieno successo.
Kuhlman pel medesimo oggetto sug-gerisce invece di aggiugnere all’acqua uncarbonato alcalioo solubile di potassa odi soda, elle decomponendo i sali di cal-ce, produce la loro precipitazione con-fusa, impedendo con ciò la regolare lo-ro cristallizzazione, e quindi le incro-stazioni elle questi sali producono. Laproporzione del sale alcalino varieràsecondo la natura dell’acqua che serveall’ alimentazione. In un’ acqua moltoCarica di carbonato di calce, Iiulilmanadoperò con buon esito da ioo a i 5 ogranirne a 8o°, per forza di cavallo almese.
Girolamo Ferrari fece 1 ’ osservazioneelle messo avendo del carbone comunein grossa polvere in un’ ampia caldaiain cui fece evaporare una grande quan-tità di acqua gli venne fatto d’impe-
tri CROST AMENTO
dire le inc.i nutazioni. Non riverirlo avu*lo il comodo d’ operare con le grandicaldaie nelle maci bine a vapore adupeiòmia caldaia ili soli 55 o litii,ed in essa fe-ce evaporare 890 litri d’ acqua, la qualelasciò un piccolo deposito salino multoaderente alla Caldaia per cui non potèconoscerne il peso, ma che analizzato tro-vossi essere composto di cloruro di sodioe di calcio, di saltalo e Cai lionato di calcenon che ili un estrattivo vegelo-anima-le, il quale pare che debba avere granparte nella forza di coesione de’ sali fraIoni , e nell'adeienza che hanno con Fin-ter no della caldaia. Replicò la stessa eva-porazione con 1’ aggiunta di un poco dicarbone comune in grossa polvere,e piùnon trovò il deposito salino aderente comeprima; all’inturno della caldaia e del li-vello dell’ acqua trovò beusì 1' orlo sali-*no che comunemente si vede, ma inmolto minor quantità di quando usò1 ’ acqua senza il carbone. A Gne di avereda 8go chilogrammi di acqua una grandequantità di sostanze saline ed estrattivemise ad evaporare 890 chilogrammi diacqua,nella quale mescolò un [loco di sol-fato e di cloruro di soda e dell’ estrattivo,vegelo-aniruale, sostanze < he comunemen-te riscontra nsi nell’acqua, non clic del car-bone connine in grossapolseie, nella pro-porzione di ocbd -,5 per ogni 118 chilo-logrammi. Ridotta l'acqua mediante 1 ’e-vaporazione alla decima parte, dopo duegiorni non trovò i sali coerenti fra loio,nè aderenti al fondo della caldaia, ma ben-sì in istato polverulento unitamente al car-bone; mise il tutto in una piccola caldaia eprosegui 1’ evaporazione Gno a siccità ’. ilcapo morto secco rimasto nella caldaiapresentava difficoltà a stancarsi, ma laaggiunta d’un secchio d’acqua distrussela sua aderenza, e bastò agitare con uubastone perdio la materia restasse sospe-sa e come polverosa nel liquido stesso,