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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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Iscviaziotse

nell’ operaio che presenta le lamine alinaglio, a meno che la tavola di questo equella dell’ incudine sottoposta non ab-biano tali dimensioni da superare quelledella lamina. In quest’ ultimo caso peròfa duopo che le due superficie sienoperfettamente spianate e liscie e chequella del maglio cada perpendicolar-mente sull’ incudine mantenendosi sem-pre paralella al piano di essa, puichè al-Iiimente ben si comprende che il rameavrebbe sempre maggior densità ad uncapo che all’ altro.

Alcuni metalli si incrudiscono con latempera (V. questa parola) ed all’ artico-lo I’listici vedremo come possansi otte-nere a volontà crudi o dolci e malleabilii metalli ottenuti dalla decomposizionedei sali mediante la forza dell’ elettri-cità.

(G**M.)

INCUBAZIONE artificiale . Comeabbiamo veduto nel Dizionario , 1 ’ incu-bazione artifiziale è 1’ arte di far nascereed allevare in qualsiasi stagione ogni spe-cie di uccelli del cortile o di piacere eparticolarmente i polli, mediante un ca-lore artifiziale e senza il soccorso dellemadri o delle covatrici. Abbiamo pari-mente nel Dizionario descritti a lungogli apparati del Bonnemain. Otti fare-mo meglio conoscere le pratiche degli E-giziani che pare senza dubbio sieno statia tutti maestri ; faremo valere i dirittidell’Italia alla priorità della introduzionedi questi metodi; descriveremo altri ap-parecchi diversi da quelli del Bonnemainper ottenere gli eftetli medesimi, no-tando anche quelle circostanze relativea quelli del Bonnemain stesso che peravventura si fossero omesse ; indichere-mo alcuni mezzi propostisi per ottenereI incubazione mediante il calore che lascia-si in certi casi andare perduto; finalmen-te ci estenderemo maggiormente sulle re-Suppl. Die. fccn. T. XIV.

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gole pratiche che si hanno ad averepresenti nell’ uso di questi apparati.

Reca sorpresa il vedere quest’ arteimportante sopravvi vere nell’Egitto alladistruzione di tutte le antiche sue istitu-zioni ed alla riduzione in ischiavitù dellepopolazioni di esso. Alcuni falsi docu-menti dati dagli antichi autori e variitentativi diretti su queste erronee suppo-sizioni da Reaunour impedirono forse chequest’arte si introducesse fra noi piùpresto che noi si fece. Pertanto credia-mo utile,e per rettificare le idee e per lastoria medesima di quest’arte, incomin-ciare dal far conoscere i melodi egizii,quali sono realmente.

Gli stabilimenti dell’ Egitto ove si e-sercita questo ramo di industria sono cir-ca 200, ciascuno dei quali somministrapiù di 1^0,000 pulcini ; il luogo che con-tiene i forni e le stanze nelle quali sifanno schiudere le uova, si dicono aia-mal-el-kalail o elfiarroug, fabbrica dipolli. Questi edifizi sono quasi tutti roz-zamente costruiti e quasi sempre addos-sati a monticelli di sabbia o di macerie, luc-chè fece credere a molti viaggiatori che vifossero sotterrati. L’ edilìzio principale èdi forma rettangolare piti o meno lungatagliato all’ interno nel senso di sua lun-ghezza da un corridoio che separa duefile di piccole stanzucce il numero dellequali varia da 2 fino a >2 per ciascunlato. Ogni stanza ha due piani; quello in-feriore o covatolo è lungo circa 2 m ,6 elargo 2 metri e tiene una piccolo porta sulcorridoio ;il piano superioreo forno è fattoa volta, ha pressoa poco la stessa dimensio-nedel piano inferiore,una porta che mettesul corridoio ed una apertura sulla voltache può chiudersi quando si vuole. Duefinestre laterali fanno comunicare insiemei forni vicini ed intorno all’ aperturadella volta avvi un largo canale in cuipoDgonsi braci accese, il calore delle22