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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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I yo INCUBAZIONE

quali sparge*! nella stanza inferiore perr apertura. Vi sono varie stanze per al-loggiare quelli che sono impiegati nel ser-vigio dei forni e per bruciare i combu-stibili, le cui braci devono servire a ri-scaldarli ; inoltre vi è una stanza ove siriuniscono i pulcini alcune ore dopoDati.

Le uova, che ricevonsi numerate, siscompartiscono nella metà dei covatoidell’ edifizio. L' undecimo giorno ilepo-nesi una seconda covala negli altri cova-toi rimasti liberi. Il ventesimo giorno co-minciasi a trovare alcuni pulcini, il ven-tunesimo ne nasce un gran numero.Mettonsi i più deboli nei covatoi, por-tansi per un giorno i più forti nella stan-za dina abbiamo parlato, e si riempionoi covatoi liberi con altre uova, ponendocosì una covata ogni dieci giorn 1 , e con-tinuando per tre mesi. Non accade maiche una covata riesca male : di raro laperdita delle uova giugne ad un sesto,essendo per lo più ancora minore. I pul-cini dopo nati aflidansi a vecchie donneche si incaricano di allevarli, in capo aventi giorni non abbisognano più di scor-ta ed allora abbandonansi, prendendoneun numero uguale dai covatoi. I pulcinivengono il giorno custoditi sopra un ter-reno asciutto, esposto al sole, si nutronoCon frumento, riso e miglio soppesti, e lanotte riunisconsi in una specie di forniposti nell’interno delle case. I Bermianisanno per abitudine soltanto perfetta-mente dirigere la temperatura dei loroforni, ma non vi ha dubbio che devonoimpiegare i] combustibile in modo pocoutile per la economia, e che se riesconobene lo devono ip gran parte al vantag-gio del clima.

Ai tempi di Ferdinando II , schiusersia Firenze i pulcini entro strali di leta-me, come accennammo anche aH'arliculoGallina di questo Supplimento (T. X,

Incubazione

pag. aày). Solo 5o anni dopo Ileaumurlece in Francia lo stesso tentativo, me-diante forni o botti riscaldati col calóreche svolgesi dalla fermentazione del le-tame. Yari esperimenti fece in tale pro-posito i quali attestano bensì la sua sa-gacia e pazienza, ma non diedero verunmetodo realmeote applicabile: passeremoadunque, senza altro, ai metodi più mo-derni, descrivendo quelli nei quali tral-tansi poche uova alla volta, immagina-li per uso delle famiglie principalmente,poiché gli apparati più grandi si fannoancora alla maniera indicata da Bonne-main che venne a sufficienza descritta nelDizionario , avendosi soltanto in alcunisostituito altre forme di caloriferi ad a-equa,e principalmente quello detto Ter-mosifone di cui a quella parola ed all’ar-ticolo Stufa verrà parlato.

Fra i piccoli apparati che si possonoscegliere per far Schiudere le uova deipolli è uno dei più comodi la covatriceartiSziale che yedesi disegnata in sezioneverticale nella fig. 4 della Tav. XXIXdella Tecnolog'a. E questa composta didue vasi cilindrici di latta, 1’ uno A deldiametro di 27 centimetri ed alto 33centimetri, 1’ altro B più piccolo, in talejproporzione che, ponendolo in centro'tlel grande, lascii all’ intorno , in ogniiverso, un vano ili 27 millimetri che deejcontener l’acqua calda destinata ad in-nalzare la temperatura delle uova postenel vaso interno. Sei piccoli tubi C, del^diametro di due a tre millimetri, attraver-sano i f.>ndi dei due vasi e conduconoin quello interno B 1’ aria necessaria allaincubazione. Mettesi al fondo del vaso Bstesso uno strato di qotnne, poscia 20 a!25 uova, finalmente un altro strato dicotone per guarentirle dal raffreddamen-to e chiudesi l’apparato mediante un co-perchio D con molti e finissimi litichi :Allorché si fa uso dello strumento, dee