Infanzia
Le arti della prima essendo quelledie provveggono a più generali bisogni60110 più atte ad assicurare futura sor-gente di guadagno agli operai che leappreudono ; inoltre conosciute essendofra noi da gran tempo, e molti però es-sendo quelli che all’esercizio di esse sidedicarono, più facile riesce il trovare in-dividui abili ad insegnarne le pratiche,sce-gliere fra questi i migliori e limitarne adiscreta misura il compenso. I lavori pe-rù nelle scuole prodotti scemerebberoil guadagno agli artieri della città stabi-lendo una concorrenza che tornerebbeloro sempre dal più al meno dannosa.Egli è ben vero che questa concorrenzamedesima non potrebbe agli artigiani re-care un danno senza che ai consumatorine venisse un vantaggio; cosicché da ulti-mo il nocumento del minor numero aprofitto del maggiore ridonderebbe; cer-to è ad ogni modo che queste scuole ve-stirebbero, massime presso quelli che irri-flettutamente pronunziano giudizii, un ca-rattere di odiosità da non trascurarsi nel-1’ esame della quistione.
Le arti della secunda classe avrebberoil grande vantaggio di francarci in avve-nire dal tributu che ora paghiamo all’ e-stero, e di introdurre fra noi nuovi ramid’industria, cioè nuove fonti di lucro:non offendendo direttamente l’interessedi alcuno sarebbero queste istituzioni me-glio accolte generalmente, nè scemereb-bero quella benevolenza universale sullaquale la esistenza degli asili si fonda. Inquesto caso però scemano il fruito diquesti vantaggi la maggiore difficoltà ditrovare ubili maestri di esse, ed il mag-giore compenso che loro converrebbeaccordare, non che la natura della mag-gior parte di queste arti, le quali essendomeno strettamente delle altre legate ai rea-li bisogni dell'uomo, potrebbero in qual-che momento lasciare più facilmente man-Sttpp. Dii. Tea. T. XIF.
Infanzia 361
care di utile occupazione quelli che adesse si dedicassero. Inoltre la ritrosia de-gli artigiani ad incamminare i loro Agli inun nuovo mestiere, distruggeiebbe ingran parte quelle speranze che più ad-dietro indicaronsi di vedere queste scuo-le frequentate da molti, e per contribu-zione di questi ampliate e rese migliori,e scemerebbe poi sempre il numero diquelli che ne avrebbero profitto.
Pesando adunque le ragioni che mili-tano da ambe le parti, confessiamo chepropenderessimo piuttosto alle arti dellaprima classe, indotti anche dall’ esempiodi quanto altrove si è fatto; imperciocchéquanto all’ inconveniente della odiositànon susciterebbesi questa probabilmenteche negli artigiani medesimi, nei quali puresarebbe forse attenuata dalla soddisfazionedi poter educare proficuamente i loro fi-gli, e che ad ogni modo non crediamo es-sere quelli donde la istituzione degli asiliritragga i maggiori sussidii. Quanto allealtre classi sociali facile sarebbe il far co-noscere al pubblico spassionato i verisaotaggi della determinazione adottata.
Esaminando poi in generale quali sienole arti che meglio si prestano per la loronatura a potersi apprendere e praticamen-te esercitare da fanciulli e fanciulle, nepare principalmente da notarsi le seguentiohe indichiamo non come le sole, ma perun esempio delle piime che ci si allaccia-no al pensiero. Distingueremo con un Mquelle che sono di loro natura maschili,le femminili con unF e quelle che soglio-no esercitarsi da entrambi i sessi conambe le lettere M e F.
Agucchiatrice. F.
Arazziere. M. F,
Arganatore di cornici e simili. M.
Balocchi (Fabbricatore di). M. F.
Bastaio e valigiaio. M.
Battiloro. M. F.
4G