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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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stesso. E vero però, che in questo modouon si viene ad e9trarre tutta la quantitàdel principio esistente ne’ corpi infusi,ma solamente una porzione, sebbene inuno stato di maggiore integrità; e quindiquesto metodo si potrà allora praticare,quando non importi di consumare unaquantità troppo grande della sostanzaadoperata per l’infusione, e ciò perchèla sostanza stessa sia di poco prezzo, operché importi più che tutto la purezza•lei preparato. Si deve ancora osserva-re, che 1’ infusione o la macerazione perun certo tratto di tempo in vasi apertieseguita potrà produrre qualche alte-razione ne’ risuhamenti, o per 1’ azionedell’ ossigeno dell' aria ambiente, o perl'afflusso di materie straniere disperseper P aria del luogo, dove si fa I’ opera-ziooe. Nella macerazione e nella digestio-ne unitamente a’ principii, che 1’ adope-rato menstruo è capace di sciogliere, vie-ne pure estratta qualche porzione dique’ principii che se fossero separati quelliquido non sarebbe capace di sciogliere.Ciò più specialmente succede però nelladigestione, che nella macerazione; e piùfàcilmente quanto più caldo è il liquoreadoperato. Quando lo si faccia bollire,allora I’ estrazione sarà più potente, enello stesso tempo unitamente a’ princi-pii solubili, il menstruo estragge una mag-gior copia di quelli, che se fossero se-parati noD sarebbe capace di sciogliere.Intanto la materia estratta alterasi piùche nella semplice digestione, e quest'al-terazione è ancora maggiore, sei’ opera-zione si facesse in vasi aperti, poiché intal caso l’ossigeno combinandosi peri’ or-dinario in maggior proporzione che nel-la digestione, o nella macerazione coiprincipii estratti, ne altera la condizio-ne, e ne cangia anche la natura. Succe-de pertanto sovente che nelle digestioni,e nelle bolliture col raffreddarsi deiliquidi,

Ingaggiato 3 ;5

una porzione delle sostanze disclolts sisepara dal liquido, e si deposita al fondo,o perchè ad una fredda temperatura quelliquido non è capace di sciogliere tantacopia di principii, o perchè questi sonodi tale natura, o talmente dal metodousato alterati, da non essere solubili nelliquore ad una diminuita temperatura. Delresto quanto più si farà bollire una so-stanza organica in un liquido, tanto piùquesto si andrà caricando de’principii diquella, ma questi saranno anche tanto piùalterali. Si dee di più avvertire, che Delladigestione, e molto più poi nella bollitura,si vanno dissipando le parti fugaci e vola-tili dell’ infusa o bollila sostanza. Si devepure sempre aver presente che un liquidobollirà sotto una diversa temperatura, se-condo la natura del liquido; cosi l'etere bol-le a minor temperatura dell'alcole; questoa minor temperatura dell'acqua distillata;questa a minore che l'acido solforico, ecc.;e che oltracciò uno stesso liquido ha bi-sogno d’ una diversa temperatura perbullire, secondo la pressione dell' aria.

(Matteo Dcdan — G**M.)

INFUSORIO. Strumento chirurgicoper introdurre entro le vene infusioni disostanze medicamentose.

(Dii. delle scienze mediche.)

INGABBIARE. Mettere in gabbia.

(Alberti.)

INGABELLARE. Sottoporre a ga-bella.

(Bergantini.)

INGAGGIARE a usura. Dare il pe-gno per la cosa accattata ad usura.

(Alberti.)

INGAGGIATO. Nella marineria in-tendesi chi per ordine superiore o perpatto suo proprio si è impegnato a pre-stare un qualche servigio.

(Stratico.)

Ingaggiato. Dicesi quel cavo impeditonel suo movimento da un altro cavo o