4 fio Innestatoio
toio inventato «la Noisette, che per la suaforma si «lice angolare , e che abbiamo «li-segnato nella fig. 2 . Non è che una la-ma lunga 35 millimetri, scavata a docciatriangolare in a, la coi cima più larga ètronca e tagliente e che si fissa a vite inun manico di un decimetro o poco più dilunghezza.
Un altro innestatoio venne immagina-to dal Beltrami e vedesi disegnato nellefigure 3 ,4 5, ed è un piccolo strumen-
to a due tagli per innestare ad occhio vivoe dormiente. Sembra a prima vista sem-plicissimo, ma già da molti coltivatori furiconosciuto assai utile per la esattezza ecelerità con cui si eseguisce con esso l'in-nesto facendo due tagli perfetti in unasola volta; mentre adunque col coltellinoin addietro citato si innesta un alberofruttifero, e non sempre con buona riu-scita; con questo nuovo strumento se neinnestano due con la massima precisio-ne e senza pericolo di offendere sover-
Innestattiu
chiamentc la corteccia dell’ albero inne-stato.
La laminetta superiore b ( fig. 3 )ha una piccola vite, con la quale si levaquando occorre affilarla. Nella figura 4in b è delineato un temperino a lancia,come 1’ inventore lo nomina, che serve aridurre ben adattato I’ occhio, e nellafigura 3 in c vedesi una piccola laminelta,che non «lev’ essere tagliente da alcunlato, con la quale si alzano la corteccia deltaglio superiore, e le linguette laterali delramoscello destinato all’ innesto, per in-sinuare questo e chiuderlo con la maggio-re diligenza. In a delle due figure 3 e 4vedesi il bottone che serve a far uscire orientrare la lama, come nei temperini det-ti canif. Questo bottone si è anche dise-gnato a parte più in grande nella fig. 5*(Decandolle — Noisette — Bel-
TBAMl.)
INNESTATURA. Il luogo dove è in-nestata la pianta. (Alberti.)
fine del tomo decimoqvabto
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