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consumano f[ueste radici, sbarbandole aseconda dei bisogni. Variano di colore, disapore e di l'orma, secondo i luoghi ; an-che esposte all’ aria germogliano così fa-cilmente che riesce assai malagevole ilconservarle per lungo tempo, a meno chenon sieno tenute in luoghi asciuttissi-mi. Somministrano un alimento assai sa-no e di sapore molto dolce, ma che ri-chiede un qualche condimento per riusci-re gradito. Si mangiano arrostite sottola cenere o semplicemente cotte nell’ a-cqua, e sono buona sostituzione al pane :se ne l'anno anche varie specie di minestreed altre culinarie preparazioni.
» (Poiret.)
RELP. V. Soda.
REMAN. Violino turco a tre corde.
(Lichtental.)
RERMES. Così scrivesi ancora damolli il nome di quella sostanza che piùitalianamente dicesi Chermes. Approfitte-remo di questa circostanza per aggiugnerealcune notizie a quanto nel Dizionario edin questo Supplemento si è detto in taleproposito a quella parola.
Varii metodi per la preparazione delkermes vennero ivi indicati e sono quel-li rii Lizier, di Lemery, di Nachet, di Clu-zel e di Bizio per via umida, e quelli diLemery e del Fabbroni per via secca. Ouiaggiugneremo tre alili melodi suggeritiP uno dal farmacista milanese GirolamoForni, 1’ altro da Berthier e finalmente1’ ultimo giudicato il migliore di tutti dalBerzelio.
Il Forni da varii studi sulla teoria dellafabbricazione del chermes, dei quali par-leremo in appresso, dedusse il metodo se-guente assai semplice ed economico. Tri-turatisi in un mortaio di pietra tre partidi solfuro d’antimonio con una di potassacaustica secca o sciolta nell’ acqua a satu-razione ; se la potassa si è usala secca siva umettando di tratto in tratto il miscu-
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glio fino a che abbia acquistato un colorerossastro uniforme. Sciogliesi allora conlisciva caustica e feltrasi per tela molto fit-ta. Trattasi poi questa soluzione di cher-mes con una soluzione di bicarbonato obitartrato di potassa che aggiugnesi a pic-cole riprese fino a che cessi di precipitarsiil chermes. Finalmente, raccogliesi il pre-cipitato sopra una tela fitta, lavasi inacqua distillata e si asciuga.
Berthier suggerisce di preparare unchermes bellissimo e purissimo fondendoin un crogiuolo rivestito di carbone all’in-terno dieci granirne di solfito di soda ei 5 di solfuro di antimonio nativo. Ne ri-sulta un composto deliquescente, che trat-tato con acqua alla temperatura dell’ebol-lizione, dà un residuo di chermes di tintacarica ed un liquore bruno che neutraliz-zato lentamente con acido idroclorico som-ministra del chermes sino all’esaurimen-to senza che si produca lo zolfo dorato.
Berzelio finalmente suggerisce la ma-niera che segue di preparare il chermesminerale puro. Si prende una parte di car-bonato di potassa puro e lo si mesce condue parti e due terzi di solfuro di antimo-nio ridotto in polvere fina; s’introduce ilmiscuglio in un crogiuolo che si copre elo si là riscaldare lentamente fino a tantoche la massa coli tranquillamente senzabollire. In tal caso, una porzione dell’an-timonio si ossida decomponendo 1’ alcali,formasi un antimonito di potassio, e neltempo stesso una combinazione di ossi-do e <li solfuro di antimonio. Simulta-neamente lo zolfo eh’ era prima unito allaporzione di antimonio ossidatosi, si com-bina col potassio per produrre un solfu-ro di potassio, il quale combinandosi colrimanente del solfin o di antimonio impie-gato, produce un solfosale, in cui 1’ anti-monio contiene tre volte altrettanto zolfoche il solfuro di potassio. Questa massa èfusibilissima, si solidifica in un corpo (li