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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Kermes

color bruno epatico. chiamato fegato dìantimonio che attrae P umidità dell’ aria.L’ acqua decompone il sollòsale e si cari-ca di solfuro di potassa, il quale discioglieuna porzione di solfuro di antimonio tan-to più grande quanto il liquore è piùconcentrato, e più sempre alla tempera-tura dell’ ebollizione che a freddo. Perciòsi fa bollire la massa con acqua, e si ver-sa bollente sopra un feltro pània riscal-dato a ioo gradi. Il liquore è limpido,poco o nulla colorito, ma s’intorbida inpochi istanti e lascia deporre il solfuro diantimonio o chermes, sotto forma di leg-geri fiocchi bruni che si raccolgono sopraun feltro per lavarli. Facendo bollire illiquore da cui si è precipitato il cher-mes, col residuo non disciolto, ne scioglieuna nuova porzione che si depune colraffreddamento, e si può continuare finoa che pili non rimanga che il composto diossido e di solfuro di antimonio, insolubi-li in questo liquore. Il solfuro di antimo-nio così preparato per via umida, o cher-mes minerale dei farmacisti, viene assaispesso impiegato quale medicamento in-terno.

Quanto alla teorica spiegazione dei fe-nomeni che hanno luogo nella produzionedel chermes ed alla vera composizione iliquesta sostanza, abbiamo nel Dizionarioveduto come Cluzel lo ritenesse un idro-solfato di antimonio, ed attribuisse allaproporzione dell’ acido idrosollbrico ladifferente intensità del colore, e vedemmopure quale si lesse 1’ opinione del Berze-lio, cioè ciré il chermes altro non siache un solfuro d’antimonio, e come si op-ponesse a questo parere l’autore dell’ ar-ticolo Ciìehmes, cioè Robiquet, il qualeinvece lo reputa un sottoidrosolfuro. Inappresso studiarono questo argomento ichimici più distinti, fra i quali Rose checontenne con Bcrzelio, e Gay-Lussac, edHenry elicsi accordano con Itobiquet.mmSu,,pi F>it. Tccrt. T. Y/7.

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che il Forni,il quale lo reputa un solfuroidrato di antimonio. Faremo qui alquantopiù a fondo conoscere gli esperimenti suiquali fondano le loro teorie Berzelio eRobiquet, facendo poscia seguire gli espe-rimenti e le osservazioni degli altri cheabbiamo nominali più sopra.

Osservò adunque Berzelio :

iChe allorquando si tratta il solfurod’antimonio in più riprese con soluzionialcaline,ne risulta un residuo che contienedel protossido d’antimonio unito all’alca-li e del solfuro di antimonio non alteratoin combinazione con questo protossido. Ilresiduo forma presso a poco la metà delsolfuro impiegato.

2 . ° Che il liquore tiene in soluzionedel sotto idrosolfuro di potassa che colcontatto dell’ aria passa più o meno allostato di idrosolfuro solforato ; del chermesuna parte del quale si deposita col raf-freddamento ed un composto di potassae di protossido di antimonio. Questo com-posto che si trova nel residuo e nel liqui-do, si forma facilmente perla reazione del-la potassa sul protossido idrato precipitatodal cloruro di antimonio con 1’ acqua : sivede in questo caso che siccome il prodot-to è poco solubile, se ne separa una partein polvere cristallina grigiastra.

3. ° Che il chermes si discioglic con ef-fervescenza e sviluppo di gas acido idrosol-forico nell’ idrosolfuro neutro di potassa ;che vi è più solubile a caldo che a freddoe che si scioglie meglio nell’ idrosolfuroconcentrato che in quello diluito.

4° Che facendo bollire una soluzionedi sottocarhonato di potassa sul solfuro diantimonio non si sviluppa menomamen-te acido carbonico ; che non si formauna combinazione tra 1’ ossido di antimo-nio e la potassa; lo zolfo non vi è abbru-ciato ed il liquido eoi raffreddamento la-scia depositare del chermes ;e che se allor-quando è freddo vi si versa un acido, sir r

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