()6 Labbro
KTIPOGRAFIA. Nome dulosi ad unmeccanismo nel quale sono vali caratteri• tipografici disposti circolarmente, in guisada portarsi 1’ uijo o 1’ altro di essi succes-sivamente in uu dato punto ed ivi con lapressione dare un’ impronta, potendosicosì stampare checché si voglia, come coltorchio tipografico. Può vedersi descritta efigurata nelT. XXXVII delle Descrizionidei privilegi! esclusivi spirali in Francia , apag. 43a.
(G**>I.)
KUARA. Albero che si trova nel Sud-e nel Sud-ovest dell’ Abissiuia dove è co-munissimo, e, toltone 1’ ebano, è quasi ilsolo albero che vi sia nella provincia diKuara donde tragge il nome. Sembra cheappartenga al genere dell’oritrina. Il Brucoriferisce intorno all’uso dei semi ilikuara leseguenti notizie che qui riporteremo, senzaguarentirne però la verità e I’ esattezza.Questi semi adunque, a suo dire, serviva-no di pesi ai Shangallas sin dalle primeetà del mondo, nel commercio dell’ oro,e mercè ripetute esperienze dice avere tro-valo che quaudu questi semi sono ben sec-
Laberinto
! chi non variano fra loro quasi punto dipeso : quindi forse potei ano meglio diogni altra cosa convenire ai venditori edai compratori dell'oro. Quest’ albero chia-mavasi kuara ed in quelle contrade que-sto vocabolo significa sole. Il seme delkuara chiamasi karaté dal che deriva l’li-so di valutare a tanti carati, l’oro più omeno fino. Dal paese dell’ oro in Africa ilkarat passò nelle Indie, dove servì a pe-sare le pietre preziose e massime i diaman-ti : di maniera che adesso dicesi comune-mente che i diamanti e 1’ oro sono a tanticarati.
L’opinione più ricevuta intorno all’eti-mologia della voce carato però si è quellache una tal voce provenga da carabbio ,che è la ceretonia siliqua , di Linneo ; edinvero i semi di questa pianta addunandalicarati , sono fino da antichissimo tempoadoperali sotto questo medesimo nome perpesare l’oro puro (V. Carati).
(Bucce — Antonio Brccalassi.)
L
LjABALDONE. V. Lamierino.LABBRO. Orlo di vaso o d’altro.
(Alberti.)
Labbro della morsa. Le due estremi-tà superiori delle ganasce, in mezzo allequali stringonsi gli oggetti.
(Alberti.)
Labbro di una tavola. Dicono i legna-iuoli l’orlo o canto smussato di essa, cioècui siensi levati gli spigoli vivi.
(Alberti.)
Labbro di venere. Lo stesso che cardodei lanaiuoli (V. Cardo).
(Alberti.)
LAVELLO. Pietra scavata per acco-gliere e custodire acqua presso i Romani.
(Rubri.)
LABERINTO. Presso gli antichi erain generale un grande edifizio, del qualedifficilmente si trovava 1’ uscita. Di quat-tro famosi laberinti fanno menzione gliantichi scrittori, cioè di (quelli dell’ Egitto