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ti prova a curvarlo un poco senza levarlodalla fiamma, e si continua alla stessa gui-sa a girarlo fra le dita fino a che la curva-tura divenga troppo forte per impedirequesto movimento. Presentansi allora allafiamma 1’ un dopo 1’ altro i due lati deltubo, in guisa da avere dinanzi a sè ora1’ esterno ed ora 1’ interno della curva ; silja cura che le cime dei tubi si mantenga-no sempre nello stesso piano, e per ren-dere la curva più regolare si va lentamen-te avanzando nella fiamma la parte dirittadel tubo. In tal guisa, con alcune cautele,si giugnerà a curvare i tubi assai regolar-meute. Prima di incominciare l’operazionesi avrà posto presso di sè una candela di se-vo accesa ; tosto finita la curvatura si faràscorrere su questa candela la parte cur-vata, affinché coprasi di carbone, quindi siporrà il tubo sopra una tavola ben asciut-ta in luogo non esposto a correnti di aria.Queste ultime precauzioni servono a fineche il tubo raffreddisi lentamente, poichéaltrimenti potrebbe fendersi anche dopo ilraffreddamento. L’ uso della sabbia poi èindispensabile per curvare regolarmente igrossi tubi senza che si schiaccino. Perridurre i tubi della conveniente grandezzavi si fa un solco con una lima a triangolo,poi prendesi il tubo fra le due mani sic-ché il solco resti nel mezzo e vi si premesopra come per curvarlo.
Queste avvertenze intorno al modo dicurvare e tagliare i tubi servono ancheper la preparazione di molti altri apparati,trattando dei quali ci riporteremo a quan-to qui abbiamo detto, senza ripetere le me-desime cose.
Bacchette di vetro. Servono queste co-me agitatori e sono aste cilindriche non fo-rale di vetro bianco e trasparente: fa duopoaverne una dozzina lunghe o, m io a o, m 2 oe grosse o,'”o 2 a o,”‘o4. Tagliansi come> tubi con la lima, togliendo poi gli spigolivivi sulla ruota, o meglio assoggettando ad
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un principio di fusione sulla lampana adalcole la cima dell’ asta. Possonsi anchefare queste bacchette con tubi capillari apareli assai grosse chiudendone le cimesul cannello o con la lampana ad alcole.
Bicchieri. Le soluzioni a freddo, leprecipitazioni ed altre operazioni si fannoin piccoli bicchieri da rosolio o da Sciam-pagna. Di tal sorta esser devono quelliche si provveggono, oltre ai due comunida bere ed ai due grandi da birra.
Bilancia. Parecchie forme di Bii.anciesuggerito abbiamo a quella parola, tutteper altro complicate e costose più o menoe difficili a costruirsi. Violette insegna dueforme di bilancie semplicissime a cheognuno può costruire da sè per quegli og-getti che nel proprio laboratorio può oc-corrergli di pesare.
La prima, che vedesi nella fig. 2 , altronon è che un regolo piano di legno, so-speso alla metà con un filo di seta o conun crine e che sostiene le coppe alla cima.Tuttavia è di costruzione delicata, doven-do pesare facilmente il mezzo decigrammo,pel che ne daremo tutti i particolari, tra-scurando ogni principio teorico, sul cheall’articolo Bilancia sopraccitato si è abba-stanza tenuto discorso. Per fare il fusto lavo-rasi con un legno duro, come la quercia, ilcorniolo od il pero, un regolo piano benesquadrato n, che vedesi a parte nella fig. 3,lungo o, m 3 largo o,“o 2 e grossoo, m oo 2 ;segnanvisi le linee ab e cd che dividonola lunghezza e larghezza in due partiuguali, tagliandosi perpendicolarmente inun punto o. Sulla linea ab prendonsi esat-tamente le lunghezze op ed oq uguali fraloro, e sopra cd le lunghezze om ed onparimenti eguali. Determinati così esatta-mente i cinque punti o, m, n, p, q, fora-si in essi il regolo da parte a parte conun sottile punteruolo, in guisa da farvi bu-chi della grossezza di un ago comune. Nelforo o inlroducesi a sfregamento un filo