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Tomo XXX. [Supplimento.]
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LABORATORIO

tura.il filo dee con venientemente umettar-si in maniera che 1’ alcole non ispargasi sututta la fiala acciò la separazione si facciasolamente là dove si vuole. La lig. g mostrail quadrettino col filo acceso ravvoltovi, aessendo la ciotola a fondo piatto che re-sta. B chiaro potersi ottenere in tal guisaparecchie ciotole di forme alquanto diver-se, ma queste sono meno buone di quellen fondo curvo, perchè difficilmente si net-tano e resistono meno al fuoco a motivodella grossezza del fondo.

Le ciotole a fondo curvo o tagliansi dalventre stesso delle fiale nel modo seguente.Prendesi un pezzo di cartone grosso duemillimetri, tagliasi senza molta diligenza didi forma elittica od ovale facendo il mag-gior asse lungo circa un decimetro ed ilpiccolo otto centimetri,bagnasi questo car-tone cosi tagliato,e scio applica sul ventredi una grande fiala facendo sparire le pie-ghe che formansi agli orli mediante un pez-zo di legno polito ; cignesi poscia di unfilo la fiala ed il cartone e si lasciano lecose in questo stato fino a che sia beneasciutto. Levasi allora il cartone che avràla forma di una ciotola e se lo tagliaregolarmente con le forbici avendo curadi lasciare 1’ orlo nel senso del minor as-se un poco più alto che quello del gran-d’ asse : questa sagoma serve per segna-re con l’inchiostro e la penna sulle fialela forma delle ciotole da tagliarvi. Po-trebbesi anche segnare ugualmente beneil contorno della ciotola senza sagoma,introducendo una quantità di acqua con-veniente nella fiala, tenendo questa oriz-zontale ed immobile, e seguendo con lapenna il contorno della superficie dell’ a-cqua: converrebbe in tal caso aver cura dirialzare alcun poco 1’ orlo nel senso delminor asse.

Possono farsi due od anche tre di que-ste ciotole con una sola fiala, ma vai me-glio farne due sole, poiché sarà più facile

Laboratorio log

tagliarle a dovere, operazione che richie-de qualche abilità. Segnatasi la ciotolacon l’inchiostro nell’ uno o nell’ altro de-gli anzidetti modi, a quella guisa che vede-si nella fig. xo, si fa un piccolo solco conla lima triangolare sul segno verso il colloquindi lenendo in una mano la fiala appli-casi con l’altra sul solco la punta di un car-bone preparato (Y. Caboxe per tagliare ilvetro) o di una bacchetta di ferro rovente.Ben tosto la fiala si fenderà con un picco-lo scoppietto ; se la fenditura devia dalsegno non per questo può dirsi andataa male la ciotola, poiché presentando lapunta del carbone o del ferro alla cimadella fenditura alquanto al di là di essa,questa seguirà tosto la direzione datagli,sicché facile sarà in tal guisa ricondurlasul segno. Si continua a far iscorrerc len-tamente il carbone dinanzi alla fenditurache si procurerà non perdere di vista, fa-cendo in tal modo il giro della ciotola chepoi si leverà facilmente. La seconda cioto-la tagliasi nella stessa maniera. Gli orli driz-zansi sopra una ruota umida fatta girarlentamente, e sulla quale appoggiasi leg-germente il contorno della ciotola tenen-dola molto inclinata, come se si volessefare un solco sulla pietra. Si avrà cura discegliere le fiale nette senza difetti, a ven-tre sferico ed a pareti molto sottili, poi-ché quanto più sottili sono le ciotole rie-scono migliori e più resistono al fuoco.

Gioverà altresì avere una o due cioto-le di latta o di rame del diametro di cin-que a sei centimetri e della profondità diuno a due, le quali con poca spesa si fan-no dal lattaio o dal calderaio e sarà utile dilasciar loro un piccolo manico. Potendoconverrà eziandio procurarsi una ciotoladi platino della forma di un vetro da ori-nolo ed una più piccola pure di platinodel diametro di circa un centimetro conun manico che piantasi in un turacciolo.laquale riesce comodissima perchè arrq-