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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Vedonsi ivi pure descritti i cannelli a ve-scica e quelli fatti con una fiaschetta digomma elastica, i quali possono facilmcn-te prepararsi anch’ essi dallo studente dichimica senza uopo di ricorrere agli ar-tigiani.

Carbone. Il carbone è generalmenteun sostegno assai buono per esporre alfuoco del cannello le sostanze che soglion-si trattare con esso : bisogna sceglierneper quest’ oggetto pezzi del diametro dio'",oi5 circa, e lunghi o'",io ; dev’esse-re denso, fitto, senza screpolature nè fes-sure ; sono da rifiutarsi i giovani rami car-bonizzati che hanno un canale midollare odun tessuto lasco ; si possono anche sceglie-re grossi carboni, assottigliandoli con laraspa in maniera da conservare loro le di-mensioni prescritte. Praticasi nel carbonecon un coltello una cavità poco profondadestinata a ricevere la materia da assogget-tarsi alla fiamma ; una piccola saetta da tra-pano piantata in un pezzo di legno od inun turacciolo, sarebbe uno strumento as-sai comodo per fare quest’ incavo chedev’ essere della dimensione della sostan-za che dee contenere. Sul carbone si fan-no tutte le operazioni di ossidazione, diriduzione e di fusione.

Siccome in certe operazioni pirogno-stiche il carbone è un elemento necessa-rio, così spesso si adopera il carbone inpolvere per mescerlo alle sostanze ; piùspesso ancora riempiesi il crogiuolo di car-bone leggermente umido e ben calcato, fa-cendo nel centro della massa un incavonel quale deponesi la sostanza : questaoperazione si dice brascare.

Avvi pure una particolare composizio-ne di carbone che ha la proprietà di con-tinuar a bruciare da sè, acceso che sia-si una volta e che riesce assai comodoper tagliare i vasi od altri oggetti di vetroNe diemmo la ricetta a suo luogo. (Y. Car-bone per tagliare il vetro).

Laboratorio

Carta . Giova tenere nel laboratorio,conservate in bocce chiuse, alcune listerel-le di carte tinte a colori poco solidi perriconoscere facilmente lo stato acido odalcalino delle sostanze. Il modo di prepa-rare varie di queste carte venne a suffi-cienza descritto all’ articolo Carta rea-gente.

Ciotola. Occorre di continuo nei labo-ratoi servirsi delle ciotole, facendosi in es-se la soluzione, la evaporazione, la cri-stallizzazione ed il diseccamento di unaquantità di sostanze. Per una gran partedegli usi sopra indicati servono ottima-mente le ciotole di vetro tagliate da quel-le piccole bocce de’ farmacisti che diconsiquadrettini. Sono a distinguersi questeciotole secondo che sono a fondo piatto ocurvo. Ecco il modo di farle. Riuniscon-si due o tre fili di cotone da lucignoli, situffano nell’ alcole e si ravvolgono intor-no al ventre di un quadrettino nel luogoconveniente, in guisa che i due capi s’in-contrino e si sovrappongano. Tiensi po-scia il quadrettino orizzontalmente col fon-do in una mano ed il collo nell’ altra ;accendesi 1’ alcole e durante la combustio-ne si gira fra le dita la fiala, a tal che lafiamma non lambisca che le parti copertedal filo; ben presto separasi in due con unpiccolo scoppiettio ed il taglio suol farsiper lo più ben netto e nella direzione delfilo. Spesso accade che la frattura prodn-cesi un poco al di sopra o al di sotto delfilo, ma sempre regolarmente. Se il qua-drettino non si dividesse in due in que-sta prima volta converrebbe ripetere 1’ o-perazione sulla stessa fiala raffreddata ;qualche volta non si ottiene 1’ effetto chedopo la terza o la quarta prova. Se final-mente la fiala resistesse ancora, locchè av-viene massime quando è piccola, conver-rebbe fare dapprima una leggera intaccaturacon la lima nella direzione della linea diseparazione il che determinerebbe la fiat-