11 G Laboratorio
Lesina. Ne occorre rii due o tre gros-sezze e servono a forare i turaccioli in cuivoglionsi far passare tubi e ad altri simi-li usi.
Lime. E necessario in un laboratorioaverne parecchie, una grande a grana finae dolce per dirozzare i turaccioli ; due ro-tonde di vario diametro per forarli, final-mente una triangolare per tagliare i tubi divetro.
Lumicino. Adoperasi questo vantag-giosamente per molte operazioni nelle qua-li non fa bisogno di grande calore e puòessere costruito come quelli comuni ( V.Lumicino) posto in un vaso di vetro cilin-drico piuttosto basso. Siccome pegli usidel laboratorio giova che anche questo lu-micino abbia un camino, così questo si facon una lastrina di metallo qualunque ro-tolata a cilindro, di o, m o 3 di altezza eo, m o 3 di diametro, sostenuta da una la-mina con vari fori o da una grata di filodi ferro che poggi sull’ orlo del vaso del-1’ olio.
Martello. Nè occorrono due, uno piùgrande per lavorare i metalli ed uno piùpiccolo per infiniti usi diversi. Un pezzodi ghisa che abbia un lato piano potràservire di incudine.
Maschera. Y. Gtiardaviso.
Microscopio. Riesce questo strumentoassai utile in un laboratorio per seguire edesaminare le cristallizzazioni delle goccesaline poste sopra lame di vetro ed abban-donate alla evaporazione spontanea. Fra lemolte costruzioni di Microscopi ! vedremoa quella parola come ve ne abbia alcunidi molto semplici e di poco valore ; tutta-via siccome non sempre sono bene adatta-ti allo scopo cui in questo caso mirasi pre-cipuamente, cosi indicheremo la manierasuggerita da Violette per preparare da sèquesto utensile. Cominciasi dal procurarsiuna tavoletta lunga o m ,i2, larga o m ,io,a (fig. 19) ; vi si fa un foro e vi si assi-
Laboràtorio
cura a sfregamento o con un poco di ma-stice un tubo di vetro b cavo e piuttostogrosso alto ; su questa asta verticalescorre il porta-oggetti c di filo di ferro difigura rettangolare e che termina con unbraccio piegato a spira ; su questa stessa a-sta di vetro b poggia uno specchio d in-clinato a 45 °, trattenuto da due punte suldinanzi e che riflette i raggi luminosi e lidirige sul porta-oggetti ; finalmente lo stes-so tubo b porta sull’alto in e una lente dio "',0 2 di fuoco, che è facile provvedere dal-l’occhialaio. Per montare questa lente confacilità operasi a quella maniera che indi-ca la fig. 20. Prendesi un turacciolo disevero m, vi si fa con diligenza un foropiù piccolo del diametro della lente;quindi tagliasi netto il turacciolo vicino aduna sua cima in guisa da separarne un pic-colo anello », poscia allargansi leggermen-te con un temperino le cime del foro, sic-ché la lente vi si possa annicchiare con fa-cilità ; mettesi dessa fra le due parti delturacciolo che poscia riunisconsi caccian-dovi due spille s t. Si là un po’ conico aguisa di imbuto P orifizio superiore delturacciolo ed alla parte inferiore vi si faun foro lateralmente nel quale introducesia sfregamento la cima appuntita di un’astau di ferro (fig. 21), l’altra cima della qua-le, piegata a squadra in senso opposto, en-tra a sfregamento nell’ interno del tubodi vetro ù, mediante una lìsterella di cartao un poca di stoppa ravvoltavi. Potrebbe-si avere un’ altra lente più forte o più de-bole montata alla stessa guisa e che si adat-tasse sulla stessa punta curva u. Per gua-rentire dalla polvere la lente chiudesi conun piccolo turacciolo la parte superioredel turacciolo m; nettasi la lente quandoè offuscata con un pennello secco e fino.
Mortaio. Serve a polverizzare le so-stanze e deve essere di materia dura : sene trova in commercio di bronzo, di fer-ro, di vetro*di marmo e di porcellana, e