Lacca
Valga a tiare il grado di compressione ne-cessario. Si lasciano le pietre una sull’al-tra fino a che la lacca frapposta abbia fi-nito di raffreddarsi, locchè avviene assaiprontamente. La lacca imbianchita si deepoter sciogliere in gran parte nell’ alcolealquanto concentrato, ed in allora la par-te insolubile consiste in una polvere leg-gera e voluminosa che quando si agita faapparire torbido il liquore. I grossi pezzigelatrniformi sciolgonsi interamente. Que-sta differenza proviene dalla natura dellaomma-lacca assoggettata all’ imbianchi-mento, differenza che viene qualche vol-ta indicata dalla piccola quantità di car-bonato di soda che occorre per la disso-luzione.
(Wisterfem—D i'z.. delle Origini.)
Lacca. Con questo nome vengono indi-cate oggidì, come abbiamo veduto nel Dizionario, una specie di pastiglie secche,formate con sostanze coloranti unite adaltre che loro danno corpo e le rendonopiù opportune ad usarsi dai pittori. Ve-dendo in vero che la sola parte estrattivacolorante, ottenuta per mezzo dell’ acquadai vegetali, hon formava che tinture sen-za corpo, le quali poco o nulla sarebberostate alte agli usi per la pittura, si è cer-cato di dar loro un corpo unendole conuna terra sottile che la rendesse più densa ed a questa combinazione si è dato ilnome di lacca.
Tre di queste lacche sembra che cono-scessero gli antichi scrittori; la prima fat-ta con la cocciniglia, di color rosso, ad U-so dei pittori principalmente; la secondaserviva a dipignere ad olio, dando un co-lore rosso a quanto si diceva bellissimo, equesta, secondo il Baldinucci, tràevasi ar-tifiziosamente dai panni chermisini con al-lume di rocca e conducevasi a diversi gra-di di qualità. Finalmente, la terza era lalacca comune, la quale, secondo lo stessoBaldinucci, dava un bel rosso scuro pet
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dipignere a tempera e traevasi dai trucio-li del verzino, a quel modo stesso che pra-ticavasi per trattare la cimatura dei primiscarlatti.
Due 6ono i mezzi ora posti in opera perottenere le lacche, cioè, decomponendo,per mezzo di un alcali,l’allume di rocca osolfato di allumina, che prima si era postonella tintura, cd in questa modo si precipi-ta l’allumina unita alla parte colorante e siha la lacca; o cercando d’impregnare qual-che terra argillosa con ripetute immersio-ni di tinture, colorate ben cariche, e si vie-ne in tal modo ad ottenere lo stesso effetto.
Nell’articolo Allcmiva del Dizionarioe di questo Supplimento veduto abbiamocome si .prepari quella sostanza che formail corpo di quasi tutte le Lacche, ed aquesta parola nel Dizionario indicammoaltresì la importanza della scelta di que-sta allumina stessa e le regole generali aseguirsi in cosiffatta fabbricazione, e ci occu-pammo particolarmente di quanto riguar-da la lacca di robbia e di cocciniglia. Quiaggiugneremo che queste lacche si ridu-cono in piccoli pani, ponendone una cer-ta quantità allo stato di pasta entro unimbuto di vetro guernito di un manico,impugnando questo con una mano e bat-tendo leggeri scossi con l’altra, in guisa dafarne uscire piccole quantità che prendo-no una forma più o meno conica. Dettopasseremo a dare poche notizie intor-
no ad alcune lacche particolari meno co-nosciute, ed alle pratiche speciali da seguirsinella preparazione delle lacche più im-portanti.
Lacca di bignonia. Maw presentò allaSocietà delle Arti di Londra varii oggettirecali dalla riviera delle Amazoni, nell’ A-merica Meridionale,fra i quali eravi un sag-gio di una fecola di color rosso chermisinocarico, ottenuta dalla macerazione delle fo-glie della bignonia chica ed usata da- queidel paese per dipignersi il corpo. La