Lagrima
Hook del rompersi delle lagrime bata-viclie, cioè che provenga dal rientramentodell’ aria. In vero è da riflettersi che get-tandosi la goccia del vetro nell’ acqua adelevatissima temperatura le parti esternemolto prima che le interne raffreddansi, edin lattò Nollet assicura averle vedute ap-parire roventi nell’ acqua per alcuni se-condi, quantunque si potessero toccare al-1’ esterno ; è chiaro adunque che quandoposcia le parti interne rislringonsi, quelleesterne più indurite non potendo più ce-dere, si dee formare uno spazio quasi per-fettamente vuoto. Allorché si spezza lacoda, 1’ aria penetrando instantaneamenteper essa produce un colpo secco e vibra-to, che a guisa di martello giugne ad al-lontanare, disaggregandole, le molecule delvetro. Chiaro è in allora che questo stes-so colpo trasmettendosi all’ acqua e daquesta al vaso lo spezzi, tale essendo la ra-pidità dell’urto da non dar tempo al liqui-do di cedere per la parte superiore che èlibera. E per la stessa ragione che se lascia-si entrare troppo rapidamente 1’ aria nellamacchina pneumatica dopo avervi fattoil vuoto, il mercurio del manometro sbal-za in alto con tanta veemenza da rom-pere il tubo, e talvolta salta in aria anchela campana medesima, massime se questaè piccola. All’opposto nell’altra spiegazio-ne che nel Dizionario abbiamo veduto dar-si dai moderni tisici, malamente si dice chele molecole interne sieno costrette ad oc-cupare uno spazio uguale a quello che ave-vano prima della immersione, imperocchénel raffreddarsi devono necessariamente ri-strignersi staccandosi da quelle esterne in-durite, o le une dalle altre, a quella stessaguisa che farebbero nell’aria,imperocché sisa essere immensa la forza con cui i solidisi ristringono o dilatano pel calore ; menoancora poi si può ammettere la ipotesi dalBelluni avanzata, che cioè le molecule com-ponenti la lagrima batavica al momento inSappi D i. Teeii. T. XFJ.
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cui si rompe la coda, si espandano per uneffetto analogo a quello delle polveri ful-minanti o del potassio e del sodio, giacchéconverrebbe dire da qual cagione si vuoleche questa detonazione derivi. Gli speri-menti del Redi e dello stesso Bellani nelgesso, nello zolfo e simili, ove si stritolaronole lagrime senza aumentare di volume, pro-vano che l’espansione non è permanente.Col rientramento dell’aria invece la spintadall’interno all’esterno non è che il momen-taneo effetto di una forza viva che distrug-gasi se le pareti onde la lagrima è cinta, re-sistono, le spezza se sono fragili. Difficileveramente sarebbe con le altre ipotesi,an-che ai più sottili ragionatori, il dire comepotesse farsi la rottura del gesso notata dalRedi e quella del bicchiere osservata dalBedani, ed anzi neppure come la spezzaturadella coda della lagrima permettesse istan-taneamente a queste molecole interne uneffetto che non si produceva dapprima. Unaesperienza convincente per vedere se laspezzatura provenga dal rapido entraredell’aria sarebbe quella di rompere la codadi una lagrima nel vuoto,ma nede esperien-ze che conosciamo fattesi con la macchinapneumatica la cima della coda era seni-lire tenuta all’ esterno, quindi l’aria potevaentrare liberamente nella lagrima,e siccomedava il colpo dal di dentro al di fuori, co-sì nuda quasi importava che il ventre fos-se nel vuoto o nell’ aria.
Questo esperimento è interessante per-ciò che fa vedere quanto importi ricuoce-re i vasi di vetro cioè fard raffreddare len-tamente, poiché in vero una goccia di ve-tro simile non gettata nell’ acqua, ma po-sta invece in un fornello di ricuocimentopiù non presenta il fenomeno dianzi de-scritto ed è solida quanto qualsiasi altrooggetto di vetro. Presenta effetti consimiliuna specie di tazza di vetro o boccia chedire si voglia "a fondo sferico molto gros-so fatta prontamente raffreddare nell’aria;
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