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fletto che il volume della lamina non can-gia gran fatto, poiché l’esperienza,del pariche la teoria, dimostrano che i metalli as-soggettati al laminatoio aumentano di den-sità e per conseguenza scemano di volume.Così (la numerosi esperimenti risulta cheil peso di un piede quadrato di piombolaminato ad una linea di grossezza è di 3chilogrammi, mentre invece pel peso spe-cifico di questo metallo dovrebbe esseresoltanto di 2' hll -,722, donde si vede cheil volume del metallo venne ridotto nellarelazione di 5 ,ooo a 2,722, vale a dire di0,11)267 del suo volume primitivo. Sesi fanno le stesse osservazioni sopra unalamina di piombo grossa tre linee si tro-verà che il volume venne ridotto dio,ig 256 , donde può conchiudersi essereper certo dovuto questo effetto al lamina-toio, poiché è tanto più sensibile quantomaggior numero di volte il piombo venneassoggettato alla pressione dei cilindri. Glialtri metalli, come lo zinco, il rame ed ilferro, sono ben lungi dal provare un’alte-razione così grande nella loro densità; edun dato volume di lamierino sottile pesaquasi affatto lo stesso che un uguale volu-me di ferro del commercio, quantunquequesto sia stato lavorato assai meno. In pa-ri tempo che aumentano di densità, i me-talli passati pel laminatoio acquistano an-che una certa crudezza, e, secondo le espe-rienze di Baudrimont, l’incrudimento èmolto maggiore di quello che si producepassandoli per la trafila.
La diminuzione di grossezza e 1 ’ allun-gamento quasi nella stessa proporzioneche prova una piastra passando pel lami-natoio sono effetti di una forza di com-pressione che vi esercita sopra la macchi-na, della quale si può farsi un’ idea consi-derando il successivo riavvicinamento deipunti della superficie dei cilindri coi qualila lamina comincia ad essere in contatto,il quale riavvicinamcnto va sempre cre-
Laminatoio
scendo fino al punto in cui la laminagiugno sulla linea che passa pegli assi deicilindri, dopo la quale il metallo sfuggeseguendo due tangenti paralelle. Due altrieffetti produconsi nel lavorare che fa il la-minatoio, oltre alla forza di pressione on-de abbiamo parlato ; l’uno consiste in unostrisciamento dei cilindri sulla lamina,1’ altro produce un progressivo stiramen-to delle molecole del metallo dal pun-to ove questo ha subito il massimo assot-tigliamento fino a quello dove cominciaad assottigliarsi. Questi effetti sono facilis-simi ad osservarsi ed altrettanto a dimo-strarsi. Il primo proviene soltanto dall’es-sere la velocità con cui entra la lama frai cilindri più piccola di quella che essihanno alla loro circonferenza: quando pu-re fosse uguale, siccome 1’ una ha luogosulla tangente, mentre invece 1’ altra si faiu direzione paralella dietro una secante,così anche in tal caso produrrebbesi lostesso effetto. L’ effetto dello stiramentopoi deriva naturalmente dal progressivodiminuire della grossezza della laminaperchè le molecole passano con una ve-locita che, come dicemmo, è in relazioneinversa. Quindi se due molecole cammi-nano nello stesso verso con velocità diffe-renti, lo spazio che le separa di necessitàdeve aumentarsi, donde ne viene esservistiramento fra l’una e l’altra. Questi dueeffetti saranno tanto più sensibili per unastessa lamina quanto minore sarà il dia-metro dei cilindri ; oppure, rimanendo icilindri sempre uguali, quanto più grandesarà la grossezza della lama relativamentea quella che si vuol darle, poiché tanto nel-l’uno che nell’altro caso la tangente al ci-lindro che passa pel punto ove le laminesono in contatto con esso, è più inclinatasull’asse della lamina, aumentandosi in talguisa lo strisciamento : così pure, facen-dosi l’assottigliamento sopra assai limita-ta estensione, le molecole vi acquistano