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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Laminatoio

maggiori velocità ciascuna relativamente aquella che gli tien dietro, tocche aumental’effelto dello stiramento. Da queste consi-derazioni si può conchiudere che il diame-tro dei cilindri molto influisce sul loro ef-fetto ; che dovrà essere tanto più grandequanto maggiore sarà la differenza fra laprimitiva grossezza della lamina e quellache si vuol darle ; e che deesi aumentarea misura che il metallo che vuoisi lavora-re è meno tenace. Quindi la fòrza permettere in moto un laminatoio dovrà es-sere tanto maggiore quanto più pronto sa-rà l’assottigliamento delle lamine, e quan-to più saranno grandi il diametro dei ci-lindri e la loro velocità.

I laminatoi onde fin qui si è parlatosono grandi macchine, che, come abbiamoveduto, richieggono assai possenti motoried occupano grande spazio. Vi sono peròanche laminatoi di piccole dimensioniche possono riguardarsi come sempliciutensili ; si fissano enn viti sul banco, e so-no formati di due piccoli cilindri lavoratisul tornio,trattenuti fra due piastre di fer-ro, ed appoggiati, quello inferiore sopraguancialetti stabili, il superiore sopra guan-cialetti mobili: hanno viti di pressione aldi sopra, mediante le quali questi cilindripossono più o meno riavvicinarsi; sull’assedi uno di essi avvi un manubrio che vienefatto girare a mano dall’ operaio. Distin-guesi fra siffatti laminatoi per la buona di-sposizione quello di Droz che qui descri-veremo brevemente e che vedesi disegna-to nelle fig. 5 e G.

Gli assi dei cilindri nò, fra i quali pas-sa la lamina non sono isolali, ma quello in-feriore conduce l’altro mediante le ruote diingranaggio jff 'c gg. Affinchè questo ingra-naggio potesse essere a denti minuti ed inpari tempo solidi, Droz adattò a ciascun as-se due ruote dentate f cg uguali ed alterna-tive, vale a dire tali che i pieni dell’ unacorrispondano ai vuoti dell’ altra, sicché

Laminatoio 1Ó7

per la continuità del movimento viensi adavere lo stesso effetto che con dentaturasemplice più fitta del doppio. Per combi-nare il vantaggio di questa disposizionecon la possibilità di innalzare cd abbassa-re il cilindro superiore senza alterarne ilparaieHismo, Droz fece all’asse di quellodue snodature m cd n, la cui flessione,unita al piccolo movimento longitudinaleche piossono avere le parti di questo asseche si annicehiano 1’ una nell’ altra, fannoche si possa dare un moto verticale al ci-lindro supcriore senza alterarne il para-lellismo e senza che cessi di essere con-dotto dagli ingranaggi Jj\ gg. Il cilindrosuperiore è sostenuto da due collari dibronzo, ciascuno formato di due pezzi r.se dalle aste verticali x,x invitate al bassoai guancialetti inferiori s dei collari, e cheattraversano il cappello t che riunisce laparte superiore dei ritti u 11 , fra i qualiscorrono i collari : queste spranghe x so-no attaccate in alto alla piastra zi, obbli-gata a salire od a scendere secondo chegiransi in un senso o nell’ altro le viti cche la attraversano, e le cui madri d po-ste al di sopra dei collari che portano ilcilindro sono fissate ai ritti u,u. Questeviti tengono vicino alle loro teste roc-chetti p,/> abbastanza distanti perchè sipossa mettere in mezzo ad essi un terzorocchetto q che ingrana coi due primi esul cui asse avvi una chiave o. Mettonsi asegno queste viti, come dicemmo, peigrandi laminatoi (pag. i54), e girando lachiave o da una parte o dall’ altra si sol-leva o si abbassa il cilindro supcrioremantenendolo paralello a quello inferiore.

Quanto alle modificazioni propostesipei laminatoi in generale, tre sole ne co-nosciamo di qualche importanza ; la primadovuta a Gueniveau consisteva nel porre ilaminatoi verticali, collocati all’intorno diuna ruota orizzontale motrice, la quale co-municava il moto ad altre ruote pure