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Tomo XXX. [Supplimento.]
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cilindri, quando il massello perde la formaquasi cilindrica che aveva conservato finoallora per prendere quella di una spran-ga rettangolare.

Il lavoro si eseguisce con estrema ra-pidità. Masselli del peso di 2 5 chilogrammi,lunghi o'", 5 o a o'", 55 , basta che passinosette volte nelle varie scanalature delle duepaia di cilindri per ridursi in ispranghelunghe 5 m ,oy a !\ a ■ Tutta l’operazionesi fa in circa 4o secondi; ma siccome ap-pena la spranga passasi ai secondi cilindriportasi un altro massello fra i primi, cosìad ogni minuto vi hanno sempre duespranghe compiutamente finite.

Se all’ uscire dai cilindri le spranghesono perfettamente diritte, marchiansi to-sto mentre sono roventi, e quando sonoraffreddate, tagliansi le loro cime con ce-soie; ma per lo più abbisognano di essereraddrizzate. Riscaldami a tal fine dai duecapi successivamente in un fornello, equando sono al rosso ciliegio si battonoalquanto con un martello a penna piatta equadra, uno dei colpi del quale serve pu-re ad imporvi il marchio dello stabilimentoin cui vennero fabbricate.

La vera cagione della sollecitudine cheottiensi nel lavoro del ferro, mediante lapressione, e cui invano tenterebbesi di giu-gnere con la percussione, nasce dall’ ap-plicarsi tutta la forza della macchina so-pra un’ assai piccola porzione della massatotale di materia assoggettata alla sua azio-ne, e dal rapido succedersi di quest’ azio-ne medesima su tutte le parti della massa.All’ opposto la causa della lentezza dellaoperazione a martello trovasi nella gran-dezza della superficie sulla quale si dà ilcolpo. La bocca di un grande martello daofficina del peso di 5 oo chilogrammi hao ”*,38 di lunghezza su o m ,og 5 di lar-ghezza, cioè, una superficie di 36 1 cen-timetri quadrati. Quando vuoisi drizzarela spranga è duopo presentare tutta que-

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Sta superficie al colpo del martello, l’effet-to del quale riesce assai debole pel grandenumero di punti che questa superficie co-si estesa presenta.

Con l’uso dei cilindri continuandosisempre la pressione risparmiasi il tempoche occorre a ciascun colpo per sollevareil martello. La circonferenza poi dei cilin-dri non avendo angoli e presentando alloopposto una superficie continua e liscialaspranga nel distendersi si trova compres-sa tanto negli orli che sulle facce. Il lavo-ro col martello è invece accompagnato daun grave inconveniente, vale a dire, chele fenditure ingrandisconsi, per ciò che ilferro all’atto di riceverne il colpo non es-sendo sostenuto sugli orli,l’effetto del colpoagisce tanto sulla larghezza che sulla lun-ghezza della spranga. L’ operaio è quindiobbligato a girarla continuamente e nonpotendosi maneggiare il ferro sull’ incudi-ne con tanta esattezza che verun colpobatta direttamente sulla fenditura, avvieneche la spranga sempre più si danneggianel lavorarla.

Per mostrare quale economia rechino icilindri scanalati pel lavoro del ferro riferi-remo il confronto fatto da Dufàud fra irisultamenti dell’ antico e del nuovo me-todo.

Il fornello a riverbero di affinamentoconsuma in ventiquattr’ ore 2 5 oo chilo-grammi dicarbon fossile,ed in quel tempovi si possono affinare 2000 chilogrammidi ferro in masselli. Questi, riscaldati in unafucina e distesi a martello, producono da1600 a 1700 chilogrammi di ferro,secon-do le dimensioni volute, poiché quanto èminore la grandezza cui riducesi il ferro,più spesso occorre porlo nel fuoco e la-vorarlo a martello, quindi il calo è mag-giore. Il consumo del carbone fossile è dialtri 2 5 oo chilogrammi.

All’ opposto i 2000 chilogrammi dimasselli riscaldati nel fornello a riverbero