L asta, va
di vino bianco,nel quale si fosse sciolto unpoco di nitro. Questo stesso insegnamento,come cosa nuova annunziossi nel gennaio1827 dal giornale inglese Mechanic \s Ma-gasine, dicendo visi che i lucignoli cosi pre-parati non fumavano, asserzione, comeognun vede, molto fallace, attesoché la pro-duzione del fumo nelle lampane dipendeda tali cagioni sulle quali questa precau-zione non poteva avere che pochissima onessuna influenza. In vero da alcuni espe-rimenti fattisi a tale proposito da una so-cietà industriale di Kehl , con nitro, acquadi calce e nitrato di ammoniaca, non sem-bra che nessuna di queste preparazionigiovasse.
Di maggiore importanza sono le varia-zioni cui soggiacque la forma dei lucignoli,alle quali in gran parte si dovette la gene-rale modificazione delle lampane ed il gran-de miglioramento cui vennero in oggi por-tate. Sapendosi infatti che la combustionedei gas che sul lucignolo si* producononon può aver luogo se non quando questimedesimi gas trovinsi a contatto con l’at-mosfera che loro somministra 1’ ossigenoalla combustione necessario, è chiaro chequando il lucignolo aveva una certa gros-sezza non ardevano che i gas svolti sul con-torno di esso, e che quelli prodotti nel mez-zo potevano bruciare soltanto mano a ma-no che sollevandosi uscivano a contatto del-l’aria ; ma restando nell’interno della fiam-ma allo stato di fumo ne scemavano la tra-sparenza e facevano sì che il chiaro pro-dotto da una parte poco si diffondesse dal-l’altra : inoltre bene spesso non trovandoall’uscire la temperatura della fiamma ab-bastanza elevata, o restando immersi nellacorrente di aria viziata che alla parte infe-riore della fiamma si produceva, non pote-vano bruciare compiutamente, ed allo statodi fumo si spandevano nell’aria. Per que-ste ragioni la intensità di luce prodotta dauna quantità data di olio riusciva assai mi-
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nere di quella che se ne poteva ottenere.Tale era tuttavia il difetto dei lucignoliusatisi generalmente fino a che si intro-dusse il miglioramento della sostituzionedei lucignoli a cordella, prima paralellial condotto dell’ olio, poscia perpendico-lari a quello, perchè l’aria potesse meglioinvestirli ; furono questi precursori di queilucignoli circolari che mutarono affatto ilsistema della costruzione delle lampane, icui vantaggi dipendendo interamente dallamigliore disposizione delle correnti di ariarimettiamo di accennare più innanzi, oveparleremo di quelle. Abbiamo veduto nelDizionario come il Locatelli abbia poi or-nato a proporre grossi lucignoli pienie diforma particolare,siccome atti a dare gran-de economia nel consumo dell’ olio. Que-ste lampane gareggiano infatti con quelleall’ Argand , quanto al non dare indizioalcuno di fumo e consumare 1’ olio nelmodo più vantaggioso; ma non si prefe-riscono che quando occorre una luce mo-derata, essendo dalle prime superate dimolto per vivacità e bellezza di effetto.
Anche il modo di regolare 1 ’ altezza dellucignolo è cosa di qualche interesse, poi-ché vedremo in appresso quanto questaaltezza influisca sul buon effetto delle lam-pane, e perchè ad ogni modo è questo unmezzo facile e pronto di accrescerne o sce-marne la luce secondo che occorre. Pegliantichi lucignoli a fascetto non vi era mez-zo migliore che quello di prenderli conuna pinzetta o con una spranghetta bi-forcuta alla cima ; ma poiché s’intro-dussero i lucignoli piatti od a nastro equelli cilindrici si trovarono tosto mezzipiù comodi per muoverli. Alcuni di questimezzi indicaronsi nel Dizionario. Il pilisemplice pei lucignoli piatti si è quelloche vedesi disegnato nella fig. 3 dellaTav. XXXIII della Tecnologia, a è unamollettina formata di laminette di ottoneun po’curve, lavorate a punte all’orlo su-