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forse ottenere che da principio valessero
a liquefare da sè il loro alimento.
Per alcune sostituzioni degli olii peròduopo è cangiar quasi affatto le ordinariedisposizioni delle lampane. Di tal generesono, per esempio quelle che abbrucianoi vapori di sostanze molto volatili, e dellequali abbiamo dato un’idea descrivendo ladisposizione immaginata da Beale al piùvolte citato articolo Illuminazione . Pa-rimente fino da quando si cominciò aprodurre l’idrogeno ed a raccogliere quellopiù o meno carbonato che svolgesi dallepaludi o da altre naturali sorgenti, erasipensato di mettere questo gas in recipientipollatili allo stato suo naturale o com-presso, e questa medesima idea venneaccampata più volte dappoiché la illumi-nazione a gas prese quella estensione cheha in oggi; ma all’ articolo Illuminazionea gas d’olio (T. XIII, di questo Suppli-mento, pag. 268) abbiamo veduto qualiinconvenienti si oppongano contro siffattapericolosissima applicazione. Finalmente ilfosforo brucialo nell’ ossigeno (V. T. IXdi questo Supplimento, pag. 3 g 3 ), la in-candescenza prodotta dalla fiamma delcannello a gas ossigeno e idrogeno direttasopra sostanze assai refrattarie (V. in que-sto Supplimento,T. Vili, pag. 35 , T. XII,pag. 476 e T. XIII, pag. 3 18) od ancheda una possente elettricità (V. Galvanismo,T. X di questo Supplimento, pag. 3 27,3 2 8) possono servire di sostituzione all’o-lio, ma sono ancora ben lungi dal poterreggere sotto 1’ aspetto economico al para-gone di quello. Uno specialmente dei di-fètti della illuminazione mediante l’incan-descenza era la piccolezza del punto lu-minoso ottenuto, ed a questo proposito sisembra che non sarebbe da disprezzarsi laidea anni sono propostasi, di far uso divarie pallottole incandescenti e di farle gi-rare rapidamente con macchine da oriuoloinsieme ai tubetti che vi dirigono sopra
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l’ossigeno e l’idrogeno. In tal guisa qnan-do avessero la conveniente velocità pr«-senterebbero circoli continui di vivissimaluce, che darebbero certo un effetto assaibello.
Del lucignolo . La materia onde sicompone il lucignolo suol essere ordinaria-mente il cotone, e delle sostituzioni pro-postesi ad esso non avvene alcuna clicpossa riguardarsi applicabile con vantaggioalle lampane, come in quell’ articolo doveparleremo dei Lucignoli in particolareavremo occasione di vedere. Sono da evi-tarsi accuratamente nella scelta dei luci-gnoli per le lampane quelli troppo grossi,»formati di un tessuto a maglie troppo fit-te. Nel primo caso danno fiamme assailunghe, e, perchè la combustione sia perfet-ta, occorre ima grande altezza di camino,ed havvi forte consumo di olio ; nel se-condo non aspirano abbastanza olio cla combustione languisce, oltre di che sonofacilmente ostruite dal carbone che vi sideposita sopra. Giova far cenno di alcunepreparazioni cui si credette utile di assog-gettare i lucignoli affinchè dessero effettomigliore : primieramente usano molti into-nacarli di cera, e ne vedemmo l’oggetto nelDizionario,ma è duopo riconoscere che daquesta preparazione non si hanno soltantovantaggi, ma pur anco discapiti, e che que-sti possono essere talvolta di tal rilevanzada prevalere di gran lunga ; il principale siè che questa cera unendosi all’olio deponesitalvolta nei tubi ed ostruisce gli angustipassaggi pei quali dee correre quel liquidoper giugnere al becco. In generale adunquestimiamo che convenga evitare 1’ uso deilucignoli incerati in quelle lampane chenon si possono facilmente nettare. Ad al-tre preparazioni si è pure proposto di as-soggettare i lucignoli. Così, per esempio, inun antico trattato stampato in Italia col ti-tolo De /«cernì?, inscgnavasi di lasciare perqualche tempo tuffati i lucignoli in aceto