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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lampada

effetto costante o quasi tale. Questa di-sposizione vedasi rappresentata nella (ìg. 9della Tav. XXXIII della Tecnologia.F essendo lo statuito attraversato dal tu-bo ascendente G, nel quale entra l’a-sta regolatrice E, attaccata allo stantuf-fo con la stalla D ; un peso onde si cari-ca lo stantuffi) II obbliga l’olio che è al disotto a salire nel tubo G, e recarsi al bec-co II, attraversando l’intervallo (Va il tu-bo G e l’asta E, spazio anulare,la cui lun-ghezza scema a misura che lo stantuffo Fdiscende. Nella figura questo si è rappre-sentato al punto più basso. Un difetto diquesta disposizione si è di non poter ado-perare come serbatoio dell’ olio che unametà al più dell’ altezza del piedestallodella lampana, lo spazio PI’ rimanendoinutile per dar luogo di scendere all’asta E.Giova empirlo non lasciandovi che un in-cavo nel centro per non dover metteresempre una quantità di olio doppia diquel che occorre. Non è facile come bensi vede stabilire con tale esattezza le di-mensioni del tubo G e dell’ asta E ed iltratto massimo e minimo per cui la secon-da entri nel primo in guisa che v’abbiaesatto compenso fra la diminuzione di que-sta resistenza e 1’ allungamento della co-lonna da innalzarsi. La diversa viscositàdegli oli c 1’ addensamento che possonoprodurre, rendono poi ancora più incertol’effetto di questo, moderatore, che certod’altra parte non può negarsi essere inge-gnosissimo.

Sono già 14 anni e più che lo scriven-te immaginato aveva una lampana sempli-cissima a peso e nella quale l’obbietto delvariare di lunghezza della colonna inalza-la era tolto in maniera assai ovvia, facen-do in modo che il becco della lampana siabbassasse insieme col peso, restando cosìsempre uguale la colonna da innalzarsi perconseguenza. Pnbblicossi per la prima vol-la la descrizione di questa lampana nella

Lampana 189

Enciclopedia circolante che si stampavain Venezia nel i 855 , indicando il mododi fare una finta candela che al pari dellevere si vada accorciando. Vedesi disegnatanella fig. io della Tav. XXXIII della Te-cnologia^ nella quale aa è il candelliere chepuò farsi di argento, di ottone o di qualsiasialtra materia; iò, è la candela che gioveràfare di latta dipignendola bianca perchè imi-ti il colore della cera, od anche potrà farsidi vetro bianco latteo offuscato, che imite-rà ancora meglio. La fig. 11 indica co-me questa medesima disposizione possaapplicarsi ad avere una lampana di l'ormaaffatto simile a quelle meccaniche, ma in-finitamente più semplice. Le stesse lettereindicano gli stessi oggetti in tutte due lefigure. Il vaso o o che finge una base sot-toposta al candelliere può separarsi daquesto, il quale vi è tenuto unito soltantoda due punte disposte in incavi a baio-netta, come si vede a parte in pp. Questadisposizione giova per potere quando si vo-glia vuotare 1’ olio che fosse caduto nelvaso o o, sia perchè traboccalo al di sopradel becco, sia perchè trapelato attraversole pareli del sacco.

Il tubo scorrevole bb che forma la cande-la nella fig. 1 o ed una parte del fusto del-la colonna nella fig. 11, è chiuso alla par-te inferiore con un fondo cc, sotto delquale è un orlo scanalato cui legasi la ci-ma del sacco dell’ olio, 1’ altra cima delquale è legata ad una ghiera saldata ad unfondo dd che poggia su quello della basedel candelliere. Tre anelli di filo metalli-co e, e, e, legati insieme in guisa nonpotersi allontanare che di un certo trat-to, tengono il sacco disteso a guisa dicilindro. Si vede che ne risulta una speciedi piccolo mantice di cui cc e dd sonoi fondi, ed il sacco la parete flessibile.Dal centro del fondo cc sorge un tubo ff\il quale va al becco della lampana, o pres-so all’ alto della candela, ove è saldato ad