190 Lampana
un diaframma gg. La parte superiore poidella candela chiudesi con un coperchio ra,nel cui centro è un tubetto che porta illucignolo. Nello spazio che rimane fra iltubo f e. le pareti di quello bb , ponesi tan-ta quantità di migliarola n che premen-do sul fondo mobile cc del manticelto,in-nalzi l’olio in questo contenuto fino all’or-lo superiore del becco, o presso al coper-chio m. Ognun vede che, potendo il tu-bo bb scorrere liberamente nella canna aa,l’olio dovrà sostenersi ad uguale distanzadalla fiamma, fino a che ve ne avrà nelmanticetto ; il fondo cc però si avvicineràa quello dd e bb si andrà poco a poco ab-bassando. Per riporre 1 ’ olio nella lu-cerna, lo si verserà nel becco od in m,levando il coperchio e alzando con 1’ altramano la candela bb ; in tal modo il man-ticetto si riempie con la maggiore facilità.L’ esterno della lampana della fig. 1 o ri-sulta affatto simile a quello della lampanaa tromba, e quello della fig. 11 simile allelampane meccaniche, ma con colonna amezzo fusto scanalato e mezzo liscio. Lefig. 7 e 24 della Tav. XI delle Arti fisi-che del Dizionario , possono dare un’ ideadell’esterno aspetto di queste due lampane.
In luogo del peso adoperarono alcunimolle spirali od anche di quelle da oriuolo,facendo in guisa che venissero a premereallo stesso modo del peso sul saccoo sopra uno stantuffo; ma in questo ca-so alle irregolarità che abbiamo notatonelle lampane a peso, il cui becco era sta-bile, viene ad unirsi anche quella della mol-la che scema di forza, mano a mano chesi va scaricando. Perciò queste lampanesono meno regolari di quelle a peso, nonavendo d’altra parte quasi nessun vantag-gio sopra di esse.
Invece di molle metalliche si può ancheadoperare un certo volume di aria con-densata nel serbatoio dell’ olio. Allora ilregolatore a sfregamento descrittoin ad die-
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tro invece che dallo stantuffo viene massoda un galleggiante posto alla superficiedell’ olio. Una tromba premente, nascostanel corpo stesso della lampana, serve adare all’aria la conveniènte tensione. Inquesto caso però a tutti i difetti delle lam-pane a molla aggiungonsi le difficoltà di noncomprimere l’aria nè più, nè meno del bi-sogno ed il mutare della tensione di que-st’ aria, secondo che la temperatura s’in-nalza o si abbassa. Tuttavia Sainte-Preuvedice, aver fatto costruire dietro questoprincipio una lampana che serviva moltobene.
5 .° Da alcuni anni addietro costruiron-si lampane a serbatoio inferiore, nelle quo-ti 1’ olio veniva innalzato dall’ idrogenoche svolgevasi in un vaso di piombo per-1’ azione dell’ acido solforico diluito conacqua sopra lo zinco. Lo zinco aveva laforma di un piccolo cono e tuffavasi conla sua punta nell’acqua acidula, ed essendoportato da un sostegno, il quale non la-sciava che una piccola apertura, non pe-netrava in quest’ acqua che progressiva-mente e, secondo gl’ inventori, producevain tal guisa un regolare svolgimento di gasche faceva salire l’olio uniformemente finoal becco. Siccome però ben si vede, que-sta regolarità non era molto sicura, per-ciò fecesi eseguire una lampana simile, maa livello veramente costante. Invece delgas idrogeno,che accendendosi può cagio-nare qualche accidente, o per lo menospaventare i compratori, si sostituì il gasacido carbonico, prodotto mediante l’azio-ne dell’ acido idroclorico sul marmo. Ladisposizione di questa lampana può veder-si nella fig. 1 2 della Tav. XXXIII dellaTecnologia. Essendo k il pezzo di mar-mo, la pressione del gas che si forma sol-leva 1’ acido nel tubo ip che si apre all a-ria in Il gas formatosi riempie i tu-bi kl ed fo che comunicano insieme, quin-di uscendo per la cima o passa nell’ olio-