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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lampara

passando per una scatola stoppata, o me-glio, per un tubo saldato ai fondi di quel-lo. Nel Dizionario abbiamo descritto ilmodo di costruzione adottato da Carcel equello poi introdotto da Gagneau cheapplicò vantaggiosamente a questo usoquella specie di tromba conosciuta colnome di tromba dei preti. Infinite altremodificazioni si proposero dappoi, tantopel meccanismo motore coinè per letrombe che servono all’ innalzamento dei-fi olio, e le descrizioni dei privilegi esclu-sivi ridondano di trovati in questo propo-sito. Abbiamo veduto in Parigi una lam-pana di questo genere che ci parve vera-mente curiosa in quanto che in essa erasiapplicato il calore della fiamma a produrredel vapore, il quale moveva poi una mac-ehinuccia simile a quelle ordinarie a vapo-re che innalzava l’olio. Ognuno vede sen-za che occorra osservarlo quanto sia stra-na questa idea, vantaggiosa piuttosto peravere un modello operativo di macchinaa vapore che altro. Carcel aveva anch’egliimmaginato una lampana il cui meccani-smo innalzatore dell’ olio veniva posto inmoto dal calore stesso della lampana, masembra che la costruzione di essa fossemale intesa e non desse buona riuscita.Ora Sainte-Preuve dice, che si stieno co-truendo di queste lampane più perfette,ina non dà altra spiegazione intorno almodo come saranno costruite se non chevi si adopera come motore la correntecagionata dalla dilatazione dei prodot-ti della combustione e dell’ aria ambiente.Supponiamo dietro questo cenno che viabbia una spirale al di sopra della fiamma,la quale girando conduca una vite che co-munichi il moto al rotismo. Questo mec- 1camsmo sarebbe analogo a quello dei gi- 1rarrosti a fumo. 1

Le macchine a rotismo ed a molla si 1lavorano appositamente nelle fabbriche da 1onuoli e vanno perciò ogni di più tee- iSuppl. Dii. Tecn. T. XFL

Lampana ig5

mando di prezzo ; tuttavia una buona lam-pana meccanica non si trova per meno di5o franchi.

Confrontando queste varie maniere diinnalzare l’olio dal piede della lampana allucignolo troviamo le più perfette esserequelle con macchina da oriuolo,siccome lesole che permettono di portare al lucigno-lo una quantità di olio maggiore di quella: che per la combustione consumasi e distabilire così una specie di circolazione di. esso. I soli loro difetti sono quelli del■ molto costo e del bisogno di ricorrere. all’ oriuolaio nel caso che si guastino. Do-• po di queste non esitiamo a porre quellei in cui un peso agisce sopra un sacco nel: quale mettesi l’olio, e quindi quelle a svolgi-mento di gas, entrambe le (juali possonoridursi di forma affatto simile a quellemeccaniche ; in appresso sono da porsiquelle a liquidi più pesanti dell’ olio, edultime poi di tutte quelle a colonna d’ariaed olio, cioè costruite sul principio dellafontana d’Erona, che sono complicate dicostruzione, difficili all’uso ed incapaci qua-si di essere riattate se per avventura si gua-stano, *

Forma del becco. Se si facesse uscireil lucignolo di mezzo alla massa dell’ olioda bruciarsi la luce dalla fiamma emanataverrebbe intercettata in gran parte dal-1’ olio e dal vaso che lo contiene, dondenasce la necessità di un becco così strettoda far meno ombra che sia possibile, ilquale tenga il lucignolo e riceva 1’ olio daun grande serbatoio. La forma di questibecchi variossi insieme con quella dei lu-cignoli e non ripeteremo qui su tale pro-posito quanto parlando di quelli si èdetto, ma ci limiteremo ad osservare lecondizioni che contribuiscono all’ effettomigliore dei becchi circolari od all’Argand ,riconosciutisi in oggi fuor di ogni dubbio,come superiori} degli altri tutti. Inoltreanche nel parlare di questi becchi non ci

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