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Tomo XXX. [Supplimento.]
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194 Lampada.

occuperemo della l'orma esterna ili essi,della quale avremo occasione di parlaretrattando dell’ influenza delle correnti diaria sulla fiamma e del modo opportunodi regolarle. Tutto il nostro incarico a-dunque per ora riducesi ad esaminarequale sia la materia più conveniente adusarsi nella fabbricazione del becco e qua-le la forma della parte interna di esso, incui entra il lucignolo e nella quale scorre1’ olio.

I becchi all’Argand comuni, sogliono ingenerale farsi di ottone o di rame di qual-che grossezza. Tuttavia Sainte-Preuve os-serva che questi metalli applicati a tal finehanno molti e gravi inconvenienti. Primie-ramente essendo attaccabili dall’ olio co-pransi di verderame che nuoce alla com-bustionej in secondo luogo essendo moltoconduttori del calorico riscaldano assai1’ olio contenuto nel becco e questo ris-caldamento precedente alla combustione,al dire di Sainte-Preuve, non può cheprodurre vapori di olio che vanno perduti,nuocono alla chiarezza della fiamma emandano uno spiacevole odore ; conti nal qual fatto però starebbe l’esperienza diquella lampana ad olio caldo immaginalada Parker e di cui fecesi un cenno ancheal principio di questo articolo ( pag. 176).Dietro a queste riflessioni Sainte-Preuvevorrebbe che si facessero i becchi di latta

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corrente d’aria, dipende soltanto dalla lun-ghezza del lucignolo che dee contenere,quindi per questo riguardo potrebberofarsi i becchi assai corti se si adoperasseroquei lucignoli da mutarsi giornalmenteonde in addietro parlammo (pag. 182), equesta circostanza, oltre che sulla econo-mia del costo del becco stesso, influirebbenon poco sulla libertà dello scorrimentodell’ olio, ed è questo un altro vantaggiodi quei lucignoli.

Quello però che maggiormente interes-sa di considerare nella forma dei becchicircolari si è la grandezza dello spazio a-nulare, in cui sta il lucignolo e scorre1’ olio, nel quale proposito tanto un ec-cesso come un difetto apportano incon-venienti che andremo qui enumerando. Sequesto spazio è troppo ristretto, P olioscorre difficilmente, il luciguolo trovasiserrato dal becco, e la fiamma dal contattodel metallo viene raffreddata, Questi in-convenienti sono massimi in quelle lam-pane, nelle quali 1’ olio mantiensi ad unlivello alquanto al disotto dall’ orlo supe-riore del becco o si va progressivamenteabbassando. Allora in fatto, l’olio non ar-riva prontamente abbastanza, ed il luci-gnolo essendo costretto a bruciare finoall’ orlo del becco, il raffreddamento cheprova la fiamma pel contatto del me-tallo, si è tale che la combustione riescee meglio di ferro stagnato con una lega di imperfetta, la lampana dà poca luce edargento e stagno, che dice essergli riu- assai filino. All’ opposto nelle lampaacscita con ottimo esito ( Y. Stagnato»a ).|in cui 1’ olio può stabilirsi a livello moltoNon potrehbesi adoperare nè il fono ziri— pii la alto dell’ orlo supeiiore del becco, larato secondo il metodo di Sorel, nè quel- maggior forza con cui viene spinto il liqin-

lo stagnato cpl kalino , che è ima lega diargento e stagno adoperata alla Cina . Vo-lendosi attenere all’ uso dell’ ottoue e delramo Sainte-Preuve vorrebbe almeno chesi rivestissero d’ argento quei punti chesono a contatto con 1’ olio.

La lunghezza del becco, considerata in-dipendentemente dalla sua influenza sulla

do compensa la resistenza che dall’ angu-stia del passaggio gli viene opposta, ebruciando il lucignolo a bianco, il contat-to del metallo giova piuttosto die altroa mantenerne fredda la parte inferiore, es-sendo la fiamma da esso distante. In oh-bietto però in entrambi i casi sussiste ed ila facilità di ostruirsi di questi becchi ptf