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Tomo XXX. [Supplimento.]
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producono verun effetto reciproco fra ilcamino e la base che sono affatto separati eche possono senza inconveniente dilatarsi1 ’ uno più,l’altro meno. Erasi fatto il rim-provero ad alcune disposizioni dallo Smithadottate di avere combinato inavveduta-mente il metallo col vetro, sostanze i cuicoefficienti di dilatazione e di capacità pelcalore non essendo gli stessi producevanocosì alterazioni nella forma delle parti dimetallo o la rottura di quelle di vetro.Benkler ebbe quindi la cura di talmentedisporre le sue incastonature che la so-stanza più dilatabile, vale a dire, il metal-lo risultasse al di fuori, per guisa che lainuguale dilatazione ed il ristrignimenlopotesse aver luogo senza inconveniente ve-runo. Inoltre quando pure avvenisse chesi rompesse uno dei vetri, basterà cangiarquesto solo adattando sul nuovo i pezzicon grande facilità, quando si abbianopronti cilindri di vetro delle dimensionistabilite. Un altro miglioramento osserva-bile nei nuovi camini di Benkler si è l’a-verne forato la base, praticandovi imme-diatamente al di sotto del deflessore cin-que aperture rettangolari destinate a con-durre l’aria sulla fiamma , disposizioneche sembra essergli stata suggerita dallaosservazione di Ilerschell, della quale par-leremo in appresso. Erasi in fatti ve-duto che coi primi deflessori la cor-rente di aria che giugneva per l’esternonon trovava più che un troppo angustopassaggio, e venendo a battere vertical-mente sul deflessore, era risospinta daquello, il che molto nuoceva alla combu-stione e dava nella parte inferiore un’at-mosfera piena di fumo, alterando in talguisa il principio tanto ingegnoso dellalampana a doppia corrente d’ aria d’ Ar-gand. Con la disposizione adottata da Ben-kler questo inconveniente più non sussi-ste ; I’ aria che entra solforai deflessoleper le aperture fytte nel vetro dirigesj oriz-

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zontalmcnte sulla fiamma per alimentarnela combustione senza fumo nè risospingi-mento,col vantaggio di più che, scorrendodi continuo sotto al deflessore cui toglieuna parte del suo calore, lo spoglia co-stantemente dell’ eccesso di temperatalache potrebbe acquistare.

Prima ancora che Benkler e Rubi aves-sero ridotto a quest’ ultima perfezione illoro apparato, 1’8 settembre 1840, ren-deva conto assai favorevole del loro appa-rato il celebre Liebig , le cui parole sonodi tanta autorità che crediamo utile di ri-portarle testualmente tradotte.

« I signori Benkler e Bulli di Wisba-den mi assoggettarono un nuovo perfezio-namento che introdussero nella costruzio-ne delle lampane e ne fecero a me dinan-zi ed alla presenza di molti abitanti diGiesen un saggio, che compdutamente sor-prese e soddisfece tutti quelli che ne fu-rono spettatori. Riguardo l’invenzione diBenkler e Rulli come uno dei più impor-tanti perfezionamenti che siensi fatti nellacostruzione delle lampane dopo Argand .Questa invenzione ha per principio l’ali-mentarsi delta fiamma con l’aria caldacondotta sulla base della fiamma sotto uncerto angolo, e di evitare pienamente ogniraffreddamento prodotto dalle correnti diaria che nella combustione non hanno parte.

i> Ben si sa lo svilupipo della luce al-l’atto della combustione della fiamma olasua forza illuminante, essere fino ad mi cer-to pmnto indipendendente dal bruciamen-to dei gas, provenendo dalle particelle so-lide contenute nella fiamma che portateallo stato d’incandescenza hanno la fa-coltà di irradiare ed emettere la luce e di-vengono splendenti pjer la elevata tempe-ratin a che nell’ alto della combustioneproducesi. Nelle fiamme ordinarie le par-ticelle solide consistono in carbonio iso-lato, c la facoltà di illuminare appartienesoltanto g quelle fiamme che iu certa cir-