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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lampada

costanze depongono della fuliggine o delnero fumo, il ohe avviene quando 1’ ossi-geno portato dall’ aria non sia stalo suiti-cientc ad operare compiutamente la combu-stione. Il potere illuminante di una fiammacresce con la sua temperatura, scema colraffreddamento, ed una scarsezza nell’ ariadi alimentazione od una imperfetta combu-stione hanno sempre per effetto un abbas-samento nella temperatura.

» Nelle lainpane d’Argand ben costrui-te alimentasi la superficie dei gas in com-bustione mediante una corrente artifizia-lc più forte prodotta da un cilindro divetro che si sovrappone : allora in un da-to tempo la fiamma si trova al con-tatto con una mossa d’ aria più grandeche nelle solite fiamme che bruciano all’a-ria aperta. In tal guisa si impedisce il raf-freddamento prodotto dalle correnti diaria laterali, e per queste due cagioni si hadoppia intensità di luce con uguale con-sumo di olio ; la combustione è compiutae la temperatura della fiamma si avvicinaal più forte arroventamento. Ma col caminodelle lampone all’Argand , oltre all’aria cheè a contatto della fiamma e mantiene lacombustione, scorre fra il vetro e la fiam-mastessa un volume di aria atmosferica duea tre volte maggiore del bisogno e chenon prese alcuna parte nella combustione.Ora le correnti che sono inutili a questofine riescono nocive alla luce sviluppatadalla fiamma, perchè riscaldandosi a spesedi quella, la spogliano del suo calore, laraffreddano e le tolgono in egual propor-zione parte della sua forza illuminante.

” Nella costruzione di tutte le lampaneconosciute finora non si giunse ad evitarequesto inconveniente, e tuttavia il togliereuna tale causa di raffreddamento e per con-seguenza aumentare lo sviluppo della lucesenza accrescere la spesa del combustibi-le fu fino ad ora uno dei piu interessantiproblemi, ma la teoria non potè giugnere

Lampana ao3

a scioglierlo, al che pervennero nella ma-niera più semplice e più elegante Benklere Rulli. Nel loro apparalo mediante unasuperficie di forma conica la fiamma tro-vasi come stretta in un anello,il quale nonlascia [lassare che 1’ aria indispensabilmen-te necessaria alla combustione, non poten-do attraversarlo l’aria fredda ; l’aria che ali-menta la fiamma non può venire a contat-to con essa clic dopo avere passalo soprauna superficie metallica incandescente, perguisa che questa fiamma trovasi realmentealimentala con l’aria calda, atteso l’ostaco-lo che si oppone a qualsiasi raffreddamen-to dalle correnti d’ aria esterna prodotto.

» Tali sono le condizioni fisiche perinnalzare un corpo alla massima tempe-ratura che gli possa essere comunicatadall’ aria all’ atto della sua combustione.L’ accesso di quest’ aria può a volontà re-golarsi, e nell’apparato di Benkler e Rubisi può diminuirla a tal segno da dividerela fiamma in due parti, 1’ una inferiore,l’altra superiore, che brucino separatamen-te, e framezzo le quali si trovi uno spa-zio ripieno di gas che non possa ardere permancanza di aria.

» Nelle lampane di Benkler e Ruhl lefiamme bruciano compiutamente a bian-chezza, e la loro forza illuminante nonpuò paragonarsi che a. quella del fosforoche arde nell’ossigeno, alla cui vivacità ebianchezza avvicinasi. Tutte le lampane,dalle più comuni alle più finite, possonocon tenuissima spesa provvedersi di unapparato di Benkler e Ruhl, uno dei gran-di meriti del quale è la semplicità. Puòadoperarsi per l’illuminazione ogni spe-cie d’olio ed anche quelli di pesce chebruciando producono molta fuliggine e chein queste lampane danno una fiamma e-scnte da ogni odore disgustoso quantoquella degli olii più fini.

» I signori Benkler e Ruhl meritanola pubblica riconoscenza, non che quella