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Tomo XXX. [Supplimento.]
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lare !a intensità della fiamma, ma anzi lafece alcun poco scemare. Malepeyre os-serva inoltre che questi risultamenti sonouna media, e che ne’suoi esperimenti era-si avuto cura di paragonare la intensitàdelle fiamme a varie altezze tanto al disopra come al di sotto ed al livello delbecco; e che la lampana a deflessore ave-va uno svantaggio palese quando si faceva il confronto al di sotto del deflessore,ed una leggera superiorità quando si faceva al di sopra. Il consumo dell’ olionella lampana a deflessore trovossi di46 ,a 5 , cioè alquanto maggiore di 44^2che era nella lampana senza deflessoretuttavia Malepeyre dice che questa diffe-renza poteva considerarsi nei limiti deglierrori delle sperienze, quantunque la dif-ferenza abbia sempre avuto luogo nellostesso senso.

In una terza serie di esperienze adope-rassi una lampana comune di vecchia for-ma usata per rischiarare il pianerotto-lo di una scala, col becco del diametro e-sterno di 20 millimetri e col camino divetro alto 2 3 5 millimetri al di sopra dellastrozzatura. Questa lampana consuma 34gramme di olio da bruciare di buona qua-lità all’ ora. Paragonandola con una can-dela dell’Etoile si trovarono i numeri 146e 598, cioè la sua luce fu uguale a quel-la di 4,10 candele. Col vetro a deflessorediede i numeri 146 e y 5 o, vale a dire,che in tal caso produsse una luce uguale aquella di 5 ,i 4 candele. Il consumo dell’o-lio non variò sensibilmente.

Fattasi poi riempiere questa lampanacon olio ordinario , probabilmente me-sciuto ad olio di pesce di inferior qua-lità, la lampana bruciò con difficoltà por-tando il suo vetro solito e fu quasi im-possibile impedirle di fumare. Dopo uncerto tempo convenne altresì desisteredall’ esperienza perchè minacciava di spe-gnersi. Checché ne sia, confrontata con la

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candela dell’ Etoile al principio dell’espe-rienza diede i numeri 146 e 4 20, vale adire che con questo olio la fiamma rossa-stra non equivaleva che a quella di 2,88candele. Col deflessore la fiamma prese unaspetto più brillante,cessò di essere fumo-sa e diede per le intensità comparative inumeri 146 e 5 gi ; cioè, in altre parole,la luce fu eguale a quella di 4,0 5 candele.Il deflessore fece adunque aumentare laluce della fiamma prodotta da un olio diinferior qualità presso a poco alla stessaintensità che con 1’ olio di buona qualità,ed inoltre la lampana bruciò tre ore diseguito senza che si formasse fungo nel lu-cignolo, nè si producesse sensibile appa-renza di fumo. Il consumo di questo olioordinario fu prima di 20 gramme, posciacol deflessore di 26, il che non deve sor-prendere atteso 1’ aumento di luce otte-nuto e lo stato languente della combustio-ne quando la lampana portava il solitosuo camino.

Dietro gli effetti di questa prova Male-peyre concluse :

1,° Che i deflessori non aumentano me-nomamente la forza illuminante delle buo-ne lampane che bruciano a bianco e diquelle meccaniche, ma all’ opposto sem-brano affievolirla ; quindi non si può as-solutamente applicarlo alle lampane di talfatta che bruciano con notabile intensitàsu tutta 1 ’ altezza della loro fiamma. Nelleultime esperienze Malepeyre crede anzi a-vere osservato che il deflessore favoriscaed acceleri la carbonizzazione del lucigno-lo, che è forse la cagione per cui questelampane, a struttura uguale, sembrano in-feriori col deflessore a quelle che ne sonoprive. Possono tuttavia i deflessori tornarutili anche in queste lampane quando visi vogliano bruciare olii di inferior qua-lità, il che può recare notabile economia.

2. 0 Che i vetri a deflessore sono utilis-simi nelle lampane mal costruite e grosso-

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