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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lampara

ferro il cui piano sia diretto verso 1’ assedel lucignolo.

» Determinasi la altezza conveniente aforza di prove, e siccome non può variareche in assai stretti limiti, così si ghigneràpili facilmente allo scopo mediante unmovimento a vite applicato al luogo ovetrovansi fissate le laminette medesime, po-tendosi così alzare ed abbassare, come sivuole il camino, lasciando immobile in pa-ri tempo il lucignolo.

«Può ottenersi approssimativamente inun’ istante questa altezza, e 1’ esperienza,riesce altrettanto curiosa che istruttiva.Prendasi un becco all’ Argand comune ese ne alzi od abbassi il camino vertical-mente, partendo dal luogo ove suole pog-giare fino al di sopra del lucignolo con unmovimento vivo e con mano ferma : si ve-drà tosto che esistono grandi differenzenella quantità di luce prodotta secondo levarie posizioni del camino, ma die vi èun punto massimo di luce, distinto perguisa che quando il movimento è vivo i-mita il bagliore di un lampo, crescendo laluce come se si fosse innalzato il lucignolodi un giro di vite. Il diametro della fiam-ma leggermente si contragge, e se la si al-lunga cessa di fumare ed acquista un ab-bagliante vivacità.

« A questo aumento notabile di lucenon corrisponde per certo un proporzio-nato consumo dell’ olio, almeno le mielampane da che sono regolate in tal gui-sa non consumano che poco o nulla piùdi quello che consumavano dapprima. »

Anche nella lampana, detta di Mae-stricht, immaginata verso il 1825, pone-vasi il camino più allo della fiamma fa-cendolosi di ferro invece che di vetro; mam tal caso per non perdere luce, conve-niva porlo molto più alto del punto chevenne trovalo utile, come vedemmo daHerschel. Parlando dei camini a deflessoredi Benkler si è poi osservato come quegli

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traesse partito avvedutamente dalla espe-rienza dello stesso Iierschel.

AH’ articolo Illi mixaziokk a gas (T.XIII di questo Supplimento, pag. 255 )abbiamo veduto come Chausseuot sugge-risce una particolare disposizione nei bec-chi a gas, 1’ efletto della quale si era clicl’aria prima di giugnere alla fiamma pelcalore di essa si riscaldava. Del vantag-gio di questa disposizione e della utilitàche recherebbe applicata anche alle lam-pane ad olio non crediamo che possa in-sorgere dubbiezza, ma bensì circa al mo-do di ottenere questo effetto, poiché i duevetri adoperati dal Chausseuot dovevanocerto intercettare una quantità di lucedoppia clic nelle solite lampane e questopuò essere un obbietto non lieve contro1’ uso di essa, ed il motivo forse per cuinon venne generalmente adottata, comenel luogo citato si disse.

Abbiamo detto in addietro che se ilcamino era troppo alto e la corrente a-cquistava troppa velocità (pag. 199), op-pure se la corrente interna dirigevasi conforza sopra il lucignolo (pag. 198) nel-le lampane ad olio si aveva più dannoche utile. Nondimeno vi sono alcuni ca-si all’ opposto nei quali occorre di da-re alle correnti dell’ aria una velocità clicdifficilmente si potrebbe ottenere col soloaiuto del camino, a meno che noi si fa-cesse di una altezza straordinaria. Tale siè il caso quando abbiansi a bruciare so-stanze, nelle quali il carbonio ecceda dimolto. Allora, per evitare che pronta-mente si formi sul lucignolo un depositodi sostanza che mal conduce il calorico eche nuoce alla combustione, è duopo av-vivare questa con un soffio impetuoso esimile a quello quasi che nella lampanadegli smaltatori si ottiene. Quindi puòtornare vantaggioso il cacciare 1’ aria colmezzo di un mantice sulla fiamma, perusare sostanze infinitamente meno costosa