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in allora la oscillazione dell’ olio nell’ in-terno impedisce che ascenda regolarmenteal becco. Inoltre osservano Karmarsch edIleerenchein molti casi non trattasi tantodi un buon mercato relativo alla quantitàdi luce che dà una lampana, ma di un buonmercato assoluto, vale a dire occorre disapere quale è la lampana che consumameno olio indipendentemente dalla circo-stanza dello svolgimento della maggiorequantità di luce possibile in proporzionealla quantità di olio consumata. In questocaso sono da preferirsi le lampane a luci-gnolo piatto, come quelle ai NN. Ili e IY,le quali danno più luce di una candela dilevo, e costano meno.
Ad un’ altra circostanza osservano pu-re gli stessi doversi avere riguardo ed èla uniformità della luce. Quanto più pre-sto e sensibilmente questa si indeboliscetanto più spesso è duopo cangiare o smoc-colare il lucignolo, essendo principalmen-te a motivo del carbonizzarsi di esso chel’olio più non ascende. Per questo contole due prime tavole mostrano che nelleprime cinque ore 1’ aftievolimento dellaluce è minore che nelle altre lampane inquelle a regolatore (N.° XIII) ed idrostartica (N.° XIV). Per le esperienze di Pe-clet sapevasi già essere piccolissimo que-sto aftievolimento nelle lampane a Carcel .Adunque queste tre specie di lampane so-po le più vantaggiose per questo riguardo.All’ opposto la lampana detta di Liver-pool (N.° XII) è osservabile pel prontojndebolimento della sua luce, ma Kar-
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marsch dice avere veduto altre di quellelampane che non presentavano questo di-fetto cotanto grave, quindi suppone chein quella adoperata nelle loro esperienzevi fosse qualche vizio particolare di co-struzione, cioè che fosse mal collocato ildisco metallico al di sopra della fiamma,od il lucignolo troppo sporgente al di so-pra del becco, e che, per l’una o l’altra diqueste ragioni si carbonizzasse troppopresto.
Riferiscono Karmarsch ed Ileeren, an-che alcuni esperimenti che fecero con la tlampana da essi chiamata di Liidersdorf jnella quale bruciasi un miscuglio di quattroparli in volume di alcole ed una di essenzadi trementina ridotto in vapore dalla lam-pana stessa. La fiamma che produce è assaibrillante, ma la materia combustibile è co-stosa e consumasi rapidamente, in guisa chequesto modo di illuminazione è bello, macosta assai più caro dell’ olio. Ecco le e-sperienze fatte con queste lampane.
A. Lampana a serbatoio e valvula condodici fori di un millimetro di diametro,fatti in un cerchio del diametro di 2 7 mil-limetri.
B. Lampana con 12 fori di un milli-metro fatti in un cerchio del diametro di5 o millimetri,
C. Lampana con otto fori di un milli-metro in un cerchio del diametro di 24millimetri.
Queste lampane bruciarono per quat-tro ore coi risultamenti seguenti:
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