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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lampada

Il liquido adoperato in questa lampana«libiamo detto nel Dizionario essere l’al-cole, e qui nggìugneremo non occorrereche questo sia puro, ed anzi neppure mol-to rettificato, essendosi in Inghilterra a-doperato con buon successo anche unmiscuglio di una parte di alcole puro conuna od anche due parti di acquavite digrano. Sembra però che qualsiasi sostanzache emani vapori infiammabili alla tempe-ratura ordinaria possa servire egualmentedell’alcole,e si provarono fra le altre gli ete-ri, il perclorurodi zolfo ed anche la canfo-ra,ottenendo ugualmente con tutte l’elfet-to della incandescenza permanente delplatino.

Quanto al lucignolo non è questo ne-cessario a rigore per l’esperienza; poichébasta arroventare la spirale di platino,quindi porla molto vicina alla sostanza chedà i vapori infiammabili perchè si manten-ga rovente. E, per esempio, in tal guisa chesi opera per la canfora. Allorché per altrola sostanza onde si fa uso è liquida, si com-prende che difficilmente potrebbesi tenereil filo di platino vicino ad essa senza che re-stasse esposta alla evaporazione una super-ficie più grande assai del bisogno, sicchémolti vapori si spanderebbero inutilmentenell’ aria senza venire a contatto del plati-no e senza contribuire all’ effetto per con-seguenza. Perciò giova mettere i liquidi infasi chiusi da ogni parte lasciandovi soloun forchino pel quale esce un lucignoloche per la sua capillarità mantiensi semprebagnato alla cima e dà ivi quella piccolacolonna di vapore che abbisogna all’effet-to e non altro. La formazione di questolucignolo esige alcune avvertenze; deveessere piccolo, bastando dodici fili dell’or-dinario cotone da lucignoli; ciascun filoesser dee possibilmente diritto ed il fascet-ta da essi formato dee passare nel cannellosenza esservi molto stretto.

Quello che è più importante si è la

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preparazione del platino dal quale inutil-mente si spererebbe l’effetto se non avessacerte condizioni necessarie. Suolsi comu-nemente adoperare un filo di platino,comedicemmo nel Dizionario . Ma qui gio-va notare che la grossezza più convenien-te per questo filo si è quella di un cente-simo di pollice o circa un quarto di milli-metro, poiché se fosse più grosso dif-ficilmente si manterrebbe rovente e sepiù fino mal potrebbe adattarsi comeconviene. Questo filo piegasi spiralmentesopra un cannello di vetro o sopra un fi-lo di metallo, sicché faccia da 12 a 1 5 a-nelli di un diametro proporzionato a quel-li del lucignolo. Cinque a sei giri di que-sta spirale avvolgonsi appunto intorno allucignolo, gli altri che restano al di sopra,si allontanano alcun poco 1 ’ uno dall’altroe quelli più alti giransi anche un poco,sicché riescano di diametro alquanto mi-nore ; adoperando invece del filo una la-minetta sottilissima di platino l’effetto èancora più bello, ma è difficile dare a que-sta laminetta la forma conveniente e piùancora conservargliela, dovendosi dopoqualche tempo snettare il platino che al-quanto si ossida, ciò che si fa raddrizzan-dolo, stropicciandolo con carta intonacatadi vetro pesto assai fino, poi ravvolgen-dola di nuovo a spirale. Murray provò afar uso di una spirale doppia di filo d’oroe di platino, e vide quest’ultimo mantener-si rosso infuocato, mentre l’altro era nero.Facendo invece le due spirali con un filo diplatino ed uno di acciaio, ed arroventandolequando si levano dalla fiamma, vedesi il fi-lo di acciaio conservarsi rosso più a lungodi quello di platino, ma sul vapore infiam-mabile quest’ ultimo invece divenire rossoe l’altro nero oscuro. Invece del filodi platino si può anche usare la così deltaspugna di platino , la cui preparazione in-dicammo all’ articolo Accendifcoco a gasidrogeno. Basta in tal caso coprire di o«-