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rovente,produrrebbe immediatamente unadetonazione se colpisse la tela in qualchepunto a quella maniera che far potrebbeil getto di un cannello. Dillon che, comeabbiamo veduto, fondava anche su questacircostanza le sue obbiezioni alla teoriaadottata dal Davy, proposto aveva perciòdi adattare sulla lampana un anello di talcoper guarentirla dalla corrente e llobertsoperaio minatore inglese , il quale avevaavuto occasione di conoscere per espe-rienza gli inconvenienti che la lampana diDavy presenta, vi fece tali modificazioniche sembrano atte a distruggere con cer-tezza siffatti pericoli, senza altro dan-no che di rendere alquanto più compli-cata e più pesante la lampana. Quello chela distingue si è un tubo di vetro a grossepareti il quale circonda il cilindro di telametallica essendo chiuso alla parte supe-riore da un camino di rame guernito allaparte inferiore di panno, e premuto contro1’ orlo superiore del cilindro di vetro me-diante una vite. L’aria necessaria alla combu-stione entra per varie piccole aperture po-ste sotto al lucignolo, attraversando duedischi di tela metallica prima di giugnerenell’ interno, ed esce per quattro fessurefatte alla parte superiore del camino. Restaa vedersi se la polvere che in alcuni casisvolazza nell’ aria potesse sola o mesciutacon 1’ olio otturare facilmente queste aper-ture. Yollesi anche sostituire al cilindro ditela metallico il solo cilindro di vetro, condischi di tela metallica al basso e fessureanguste alla sommità. Queste lampanedan-no più luce e resistono anche abbastanzaagli urti, ma la fragilità del vetro è pursempre un pericolo assai maggiore che conla tela metallica.
Nell’occupnrsi delle ricerche sulla fiam-ma presentossi al Davy 1’ occasione discoprire un fatto che diede origine ad unperfezionamento assai curioso nella costru-zione delle lampane di sicurezza. Si sa che
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il carbone acceso, il ferro rovente, nonche altri corpi, non determinano la coni-bustione dei miscugli detonanti. A primoaspetto sembrerebbe che questa proprietàdovesse essere generale, il che sarebbe isenza dubbio, se non si considerasse che i1’ effetto della temperatura ; ma vi sono Ialcuni corpi che possono, anche alla tem-1peratura ordinaria, determinare 1’ accendi- 'mento dei miscugli di gas detonante arro-ventandosi spontaneamenle. Tale proprie- |tà tiene specialmente il platino spugno-so : il platino in filo non produce benequesto effetto che quando sia stato ri-scaldato preventivamente ; ed in questocaso la sua temperatura si mantiene e siaccresce anche in modo da produrre ladetonazione del gas, quando sia in un mi-scuglio a proporzioni convenienti. Così,una spirale di filo di platino che rimaneoscura nell’ aria ordinaria, diverrà ad uatratto incandescente in un miscuglio de-tonante ; dal che si vede che le tele me-talliche non devono essere fatte con ognispecie di metalli. L’ ottone ed il ferro so-no i più opportuni, il platino ed i metallipreziosi devono generalmente essere ri-fiutati.
Si è detto che se il volume del gas i-drogcno carbonato ascende al terzo diquello dell’aria atmosferica, la lampana siestingue tosto; ma in questo caso offre aiminatori un nuovo aiuto, quando si abbiacura <L’ porre nell’ interno del cilindro, aldi sopra del lucignolo più fili di platinocurvi a spirale, grossi 1/4 di millimetro deldiametro di tre decimetri circa. Questi fili diplatino acquistano tosto e conservano uagrado elevato di calore, sin tanto ciré la lanr-pana abbrucia e consuma il gas idrogeno dif-fuso nell’ aria «Iella miniera; ma tosto chequesto gas affluendo continuamente arrivaa formare un terzo del volume dell’aria, ead estinguere la fiamma della lampana, ilplatiuototto ad un tratto diviene luminoso