Lava.
tìi paese delle greggi vaganti. Tn genera-le tosatisi gli agnelli dopo le perora perdare il tempo alla loro lana di allungarsivieppiù e procurare loro un vello più cal-do. Questa tosatura degli agnelli rende piùfina la loro lana e li libera dagli insetti cheli tormentano. Un buon tosatore taglia lalana-quanto più vicino è possibile alla pellesenza danneggiarla nè lasciarvi solchi,e sesono animali ordinari potrà tosarne fino a4o ed anche 5o al giorno, mentre invecenon toserà nello stesso tempo che 20 aa4 pecore o i5 a 20 arieti merini a lanafolta cd abbondante. Il prodotto della lanadi una greggia varia di molto, secondo cheil vello è liscio o cresputo, grossolano,mediocre, o fino, e secondo che le bestiesono di razza piccola o grande, e bene omale nudrite. A termine medio una greg-gia di bestie di qualsiasi età, dà circa 3 a5 chilogrammi per testa di lana lavata suldosso, se sono castrati di luoghi pai udosi 53 a 4 chilogrammi se sono merini. Ivelli degli arieti merini provegnenti dallaSpagna pesano al più con F untume, 4chilogrammi e quelli delle pecore 2 cllll ,5.In Francia dagli arieti di questa razza se neottengono fino a nove chilogrammi e dal-le pecore fino a sei, e questo è il massimo.I’er le pecore il peso comune è da tree mezzo a quattro chilogrammi e pegli a-rieli da 4 a 5 chilogrammi di lana conF untume.
I castrati non danno una lana abbondan-te, forte ed elastica, se non in quanto sie-110 ben nutriti. IF impero della moda, ibisogni delle fabbriche e lo stesso perfe-zionamento delle macchine obbligaronosuccessivamente i coltivatori ad allevare a-nimali a lana fina, a lana lunga e nervosa,od a lana crespa, per trarre dalle lorogreggi il maggior profitto possibile. Cer-caronsi in Inghilterra razze e sotto razze,distinte non solamente yier la carne chepotevano somministrare ai macelli, ma un-
tisi 2 S 1
che pei lofio prodotti di lana . Alcunigoverni e privali fecero anticipazioni esforzi per introdurre quelle varietà nellaeconomia rurale neivarii paesi, per ottene-re meticci. Mediante le cure avute nel mododi allevamento e dell’ accoppiamento gliInglesi procuraronsi animali la cui lana èlunga talvolta fino ai 32 centimetri e cosiabbondante che gli animali che la portanonon possono rialzarsi da sè, coricati chesieno sul dorso. Oggidì i fabbricatori ri-cercano molto le lane larghe e setacee.
Ottenuta in tal guisa la lana, prima dipassare oltre a quanto la riguarda, gioveràqui notare le sue proprietà fisiche e darnealtrèsi F analisi, potendo la conoscenza sìdell’ una che dell’ altra tornare assai utileper quelle arti che devono filare o feltrarela lana, disugnerl», imbianchirla od as-soggettarla alla tintura.
Un pelo di lana può paragonarsi ad unfilo tenue, elastico, omogeneo, di sostan-za cornea che non presenta alcuna cavità,nè forma tubulosa, e sembra provvedutoalla superficie esterna di solchi trasver-sali od obliqui, talvolta nodosi, dentellatio rigonfii. Altri solchi finissimi corronoalla superficie nella direzione longitudina-le del filo e gli danno un aspetto scanalatoregolare. I grossi solchi rigonfii trasver-sali od obbliqui dai quali dipende la rigi-dezza della lana non che la sua facoltà difeltrarsi, sono la conseguenza dell’ internastruttura del pelo che è composto di stra-ti infibuliformi e trasversali con la pun-ta all" ingiù, innestati gli uni negli altriper guisa che il loro orlo o spigolo ester-no risalti tutto all’ intorno. L’ estremitàdel pelo della lana non può osservarsi senon se in quella degli agnelli non ancoratosati. Terso questa estremità vedonsi po-co a poco svanire le scanalature od i sol-chi che camminano nel senso della lun-ghezza ; anche il numero dei solchi tra-sversali o dei rigonfiamenti diminuisce, ed