Latte
scita delle operazioni ; e al fuoco special-mente altera il latte, in modo da renderloinutile allo scopo dell’ottima caseificazione.
Si è anche proposto di aggiugnere allatte una piccola porzione di acqua distil-lata di rafano selvatico (raphanus rapha-nistrumj nel qual modo assicurasi potersiserbare il latte fresco per otto giorni sen-za che si alteri, separandosi in appresso co-me al solito il fiore.
Per meglio conservare il latte indefini-tamente pensarono altri di ridurlo allostato siropposo o secco ; cosi da moltotempo usavasi in medicina il latte diseccatoe che poi stemperavasi nell’acqua, dandosia questo preparato il nome di Siero diHoffmann , ed ultimamente Grimaud deCaux ripropose questa preparazione, os-servando che il latte fatto seccare ispida-mente esponendolo in vasi piatti e pocoprofondi ad una corrente d’ aria rapidaed asciutta, poteva ridursi in una specie dipolvere,che chiamò latteina o quasi estrat-to di latte ed alla quale bastava aggiugnerealtrettanta acqua quanta se ne era eva-porata per avere il latte simile, al diredel Grimaud, a quello fresco. Turpinavendo esaminato col microscopio questalatteina assicurò di avervi riconosciuto iglobetti del latte perfettamente inalterati.Legrip prepara anch’ esso una polvere dilatte che diluita nell’acqua dice poter ser-vire di bevanda aggradevtslissima e sup-plire al latte fino ad un certo punto. Ma-cina egli a tal fine mezza dramma di car-bonato neutro di soda che fa sciogliere inun’oncia di acqua, mesce questa soluzionea tre libbre di latte, e fa evaporare quellamassa a mite calore agitando continua-mente fino a «he riducasi a un quarto delsuo volume ; aggiugnesi allora al liquidotuttora in istato di evaporazione una lib-bra di zucchero in polvere ti poco pervolta, e talora anche due once di siroppodi orzata. Ridotto così il tutto in una me-
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scolanza omogenea suddividesi in varii piat-ti e lo' si stende in istrati grossi due lineeal più, esponendolo al calore di una stu-fa guarentito dagli insetti che ne sonoghiottissimi, fino a che sia affatto secco.Raschiasi allora e riducesi in polvere fi-nissima che si passa per setaccio ben fitto,e si serba in bottiglie ben otturate. Condue once di questa polvere diluita in unboccale di acqua si fa una gradevolissimabevanda.
Lo stesso Legrip prepara col latte pa-stiglie nutrienti nel modo che segue. Indue libbre di latte appena munto c ridottobollente si versa mezz’ oncia di aceto for-te. Dopo pochi istanti si passa il siero perun pannolino, ed il coagulo rimasto vienesottoposto allo strettoio. Da un altro can-to si macina una dramma di carbonatoneutro di soda, il quale dev’essere disciol-to, meglio che sia possibile, in due oncedi siroppo d’ orzata cui poscia si mescolail coagulo levato dallo strettoio, macinandoil tutto vigorosamente in un mortajo dimarmo : a quella massa si mescono duelibbre di zucchero in polvere finissima edun quarto d’oncia di gomma arabica ; contutti que’ differenti corpi si compone unapasta perfettamente omogenea, che si di-vide poscia in pastiglie, in vario modofoggiate, che dopo averle ben seccate sidevono conservare in vasi di vetro benchiusi.
Anche Braconnot, alcuni anni fa, ima-ginò un metodo che, a suo dire, procuravacon somma facilità una specie di conservadi latte dalla quale i viaggiatori specialmen-te avrebbero potuto trarre grande partito.Il suo metodo, che ha grande analogiacon quello del Legrip, consiste nel ver-sare in un litro di latte riscaldato a 45,"tanto acido idroclorico diluito quanto oc-corre per coagularlo. Il prodotto di questacoagulazione, mesciuto a mite calore condue granarne di carbonato di soda, da un