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Tomo XXX. [Supplimento.]
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4io Ladho

e distillandole danno un olio che ha unodore analogo a quello del garofano, epassa per correttivo dei purganti violenti.

I fiori esalano odore così soave e co-sì diffusibile da profumare l’atmosfera amolte miglia distante, e sono la base di unaconserva e di un’acqua reputata cordialeed antisterica. Distillando le frutta, se ne ri-cava un olio volatile, odorosissimo ; e con ladecozione si ottiene una specie di unguen-to che gli Indiani riguardano come assai,proprio a guarire le contusioni, le frattu-re, le lussazioni, e ci viene portato in pa-ni sotto il nome di cera di cannella , fa-cendone il re di Candy fabbricare per lesue candele che spandono odore grazioso.

Questi usi variati delle radici, del tron-co, delle foglie, dei fiori e dei frutti del-1’ albero della cannella ci sono noti quasiunicamente per le relazioni dei viaggiatori.Adoperiamo per altro spesso la cannellacome medicinale, ma più frequentementecome condimento. Alletta ad un tempoil senso del gusto e quello dell’ odora-to; il suo sapore è in principio zuccheri-no, ma ben presto diviene piccante e mol-to aromatico. Queste qualità che caratte-rizzano la buona cannella, si trovano piùo meno sviluppate nelle numerose varie-tà di questa scorza.

Ordinariamente se ne distinguono tresorta, cioè la cannella fina, la media e lagreggia. Questa differenza proviene nonsolamente dall’ età, dalla posizione e dallacoltura degli alberi, ma anche dalle partidiverse di quelli: infatti la cannella dei-fi albero giovine diversifica da quella di unvecchio, la scorza del tronco da quella deirami, e la scorza della radice da quella dei-fi uno e dell’ altro. I giovani alberi produ-cono la più fina, e sempre di inferiorequalità in ragione che hanno meno ditre anni: così la cannella greggia, conosciu-ta comunemente in commercio col nomepii cannella inatta , e di scavezioni di can-

Lauho

nella d’ Alessandria , non è altro che lascorza dei vecchi tronchi, e questa tanto pelsuo sapore che per le sue virtù è moltoinferiore alla cannella fina ; nè deesi am-mettere pegli usi medici.

Una buona cannella dee essere fina, sottfile, liscia, di rottura facile, di color gialloche volge al rosso, odorosa, aromatica, di jsapore dolce piccante, e nondimeno dohciastro e gradevole ; e ricercasi a preferen- Sza quella eh’ è in pezzi piccoli, in bastonilunghi e sottili. Oltre a quella eh’è sparsain tutta fi Europa , se ne consuma unagrande quantità in America , e specialmen-te al Perù pel cioccolatto di cui gli Spa-gnuoli non possono fare a meno. La mi-glior cannella delle Indie è quella delle vi-cinanze di Negambo e di Colombo.

Quest’ aroma è forse, fra tutti gli esoti-ci, quello che più conviensi all’ uomo. Infatti ristabilisce maravigliosamente le forzevitali, rianima il sistema nervoso, fortificalo stomaco, dissipia le flatulenze, eccita laazione dell’apparecchio dermoide, calma ilvomito e libera dolcemente dalle diarreecagionate da atonia. Alcuni osservatori han-no pensato che la cannella attivasse in unmodo particolare le proprietà vitali dei-fi utero ; quindi gli ostetrici hanno in altritempi ricorso all’ acqua di cannella per ri-svegliare fi irritabilità di quest’ organo re-so inerte dagli sforzi del parto, e facilitarecon tal mezzo fi espulsione della placenta.Fourcroy nota, che, in questo caso, delpari che nelle malattie eruttive, si facevaaltre volte un grande abuso di questa scor-za: imperocché le persone del popolo egli abitanti delle campiagne, tostochè os-servavano che i primi segni dell’ eruzionevaiuolosa si manifestavano nei loro figli,costumavano tenere questi ben caldi cari-candoli di panni, e dare loro molti bicchie-ri di vino, nel quale era stala infusa la can-nella.

La cannella si amministra sotto diverse