Band 
Tomo XXX. [Supplimento.]
Seite
426
JPEG-Download
 

4'j6 Lavandaia

questa saponata per due ore, poi lavansi e-sattamente e sciacquansi in acqua pura pertogliere loro tutto il sapone, quindi met-tonsi all’ ombra ad asciugare. Se i tessutisono bianchi, prima chesieno affatto asciut-ti si espongono al di sopra di un bracierepieno di carboni accesi sui quali spargesidello zolfo ; 1’ acido solforoso che risultada questa combustione dà loro molta can-didezza. Talvolta ancora sciogliesi un po-co di azzurro nell’ acqua in cui sciacquan-si i tessuti bianchi di seta. Quelli coloratinon si trattano col sapone nè si espongo-no al vapore solforoso, ma lavansi con fieledi bue. Quando sono asciutti stiransi conun ciottolo liscio, con un pezzo di vetro osimilmente. Anche per questo oggetto rie-sce assai utile 1’ uso della radice di sapo-nella.

Le calze di seta bianche si lavano im-mergendole per un quarto d’ ora in unaleggera saponata quasi bollente; lavansiquindi più volte con acqua, progressiva-mente sempre più fredda, e quindi si ri-sciacquano in abbondante acqua fredda.So si desidera dare loro una tinta azzur-rognola si dovrà gettare entro 1’ ultimaacqua con cui risoiacquansi, alcune goc-ciole di azzuro disciolto ed impregnar-le T una dopo faina del liquore di questobagno, comprimendole leggermente fra leniani, e facendole poscia asciugare. Asciut-te che sieno, si calzano su di una formastendendole uniformemente e compiuta-mente ; poscia con un pezzo di flanellaben netta e digrassata si stropicciano leg-germente in sulle prime, progredendo poicon maggior forza e vivacità per dare lo-ro il lucido. Se vuoisi imitare il marezzoproprio delle calze di seta nuove, si stro-picciano con un ciottolo o con una massadi vetro rotondata a foggia di lisciatoio cheappoggiando su certe parti della calza piùche sulle altre (à produrre alla seta quellaspecie di riflesso cangiante che nelle calze

Lavandaia

viene tenuto in si gran pregio. Finalmente,per compiere di dare alle calze una gra-devole tinta e comunicare loro quella rigi-dezza che hanno da nuove, si solforano,seguendo il metodo e le operazioni cheabbiamo indicate, parlando dei tessuti bian-chi di seta.

Le vesti ed altri oggetti di lana, voglio-no, prima di lavarsi, essere sdruciti, e ri-puliti con diligenza di tutti i punti dellacucitura, affinchè nell’ operazione di met-terli sotto al mangano, questi fili non s’at-tacchino al tessuto. Il colore di questotessuto deve indicare il metodo particola-re che deesi impiegare nel lavarlo. La sa-ponata è quasi sempre il solo mezzo dipulire questi oggetti tutti ; ma giova rav-vivare i colori sbiaditi, seguendo la viaciré abbiamo indicata pei tessuti di seta :la saponata poi vuoi essere più o menoforte, secondo che più o men solido siail colore.

In generale, pei tessuti di lana non rcn-desi necessario risciacquarli tanto esatta-mente dopo le saponate, quanto quelli diseta e di cotone. Vi sono anzi parecchi og-getti ne’ quali si lascia tutto il sapone del-F ultima saponata : tali sono, per esempio,i gonnellini di lana d’ogni maniera lavo-rati a maglia.

Per lavare gli scialli bianchi, i metodisono all’ incirca simili a quelli che per leseterie bianche abbiamo descritti. Evvipe-rò questa differenza, che gli scialli vengo-no distesi sopirà un’ asse per ispiazzolarlimano a mano che si vanno insaponando, eche qui nulla v’ ha a temere dall’ azionedella spazzola, la quale non nuoce meno-mamente alla superficie del tessuto.

Quanto all’ apparecchio, questo nonpuò venir dato alla perfezione che coimetodi de’ lustratori, e consigliamo volersidi quelli, tanto più che quella operazionecosta pochissimo ; ciò non pertanto, nelcaso che per una qualunque ragione si