Lavandaia
e fa sbiadire più o meno le tinte. Nonsappiamo per altro se di ciò mai siasi fattaalcuna prova. Bensì altre precauzioni ven-gono suggerite a tal uopo. Gli oggetti dicolore non stropicciansi mai col sapone, ma,se pure si vuol fare uso di esso, giova megliopreparare in disparte una forte saponata,poscia immergerli in quella. Tuttavia quan-do la saponata è forte, il color verde delle.fgle di cotone svanisce e lo stesso rosso ri-inane molto alterato; per rendere questadegradazione meno sensibile o meno pron-ta giova porre nell’ acqua alcune gocce diacido solforico, di acido tartrico o di acidocitrico, od anche dell’ aceto bianco moltoforte. Altri suggerirono d’immergere letele colorite per 2 4 ore in acqua di fienoprima che nella saponata, assicurando chequesta precauzione molto giova a ratte-nere i colori fugaci. Molti usano inveceporre questi oggetti in un miscuglio di sa-ponata e di salda, assicurando che questaultima attenua l’azione del sapone : battoli-si le tele colorate in questo miscuglio, sistendono per farle asciugare, quindi stro-picciansi con una pietra liscia o col ferroda stirare. Anche l’acqua di riso può, finood un certo punto, fare le veci del saponeper lavare ogni sorta di tessuti senza l’in-conveniente di alterarne i colori. Per pre-parare questa acqua, che è molto in usopresso gli Indiani ed i Cinesi, prendonsicirca due libbre di riso che si fanno bolli-re in circa dieci pinte di acqua, fino a chequesta sia divenuta molto mucilagginosa,essendosi bene disfatto tutto il riso. Versasiil tutto in una tinozza, e quando P acquae raffreddata abbastanza per potervi tenerela inano vi si tuffano le tele colorite e siopera alla stessa guisa affatto come fareb-besi con la saponata; quindi si fa bolliredi bel nuovo altrettanta quantità di riso esi lavano le tele in quella decozione finoa che sembrino ben nette, si risciacquano
Lavandaia 4 3 5
si fanno asciugare e si stirano al solito.Pretendesi che F acqua in cui si sono cu-cinati fagiuoli bianchi serva allo scopomedesimo. Per F anchina che, come tuttisanno, è difficilissima a lavarsi senza che lasua tinta sbiadisca, viene suggerito di im-mergerla per 24 ore in un grande vaso diacqua fresca in cui siasi gettato un pugnodi sale, o forse anche nell’ acqua marinasemplicemente, poi lavarla con acqua dilisciva calda senza torcerla nè impiegarvisapone. Finalmente assai utile per togliereogni sozzura dai pannilini coloriti senzaalterarne le tinte riesce F uso della radicesaponella (saponaria officinali) la quale,posta a molle nell’acqua bollente od anchefredda, la rende come saponacea e le dà laproprietà di togliere F untume al pari del-la saponata senza recare danno ai colori.L’uso ne è fra noi comunissimo ed il van-taggio per lunga pratica riconosciuto.
Altre particolari avvertenze richiedonsiquando si tratti di lavare oggetti di vesti-ti latti di seta 0 di lana, le quali accenne-remo brevemente, poiché quantunque nonfacciano realmente parte dell’ industriadelle lavandaie, ma sieno il soggetto di unaarte particolare, tuttavia dovrebbero natu-ralmente spettare alle lavandaie stesse,quando fossero meglio istruite nella pro-fessione che esercitano.
Molta diligenza richiedesi per poter benlavare gli oggetti di seta senza che il lorotessuto rimanga alterato o distrutto dagliagenti che s’impiegano per nettarli. Glialcali agiscono con troppa forza su di es-sa e la disciolgono in parte, sicché il filosi indebolisce ed è soggetto a rompersi, pelche debbonsi rifiutare. Il migliore agenteda usarsi è il sapone fatto con la soda econ F olio, una certa quantità del quale siraschia e sciogliesi in tanta acqua tiepida dafarne una densa saponata, al qual uopo suolbastare mezza oncia di sapone per una lib-
ancofa in acqua di riso molto più debole, 1Sappi. Di-u. Tecn. T. XVI
bra di acqua. Lasciansi i tessuti immersi in