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che non può decomporsi spontaneamente« che non si può sciogliere se non chescacciando le ultime parti dell' acqua conl’evaporazione. Ad oggetto però di evitarele spese di questa ed il coloramento deglioli che ne verrebbe, introducesi questa ma-teria grassa,caricala di otto a dieci volte ilsuo peso di acqua, in un grande tino F di-viso in due da un tramezzo G. La mate-ria cade nel primo scompartimento, spo-gliasi di urrà parte dell’ acqua, risale pas-sando sotto al tramezzo nella parte piùgrande del tino F ed allora si fa scolarepel robinetto I l’acqua depostasi; si age-vola di molto la separazione dell’ acquainiettando pel tubo K del vapore che ri-scalda tutta la massa ; quindi levasi la par -te superiore deila materia grassa per in-trodurla in un bacino superiore L ugual-mente riscaldato dal vapore. Separasi an-cora una certa quantità di acqua, ma per■spogliarne 1’ olio interamente si là scolar ela matei ia dal bacino L, in una caldaia dirame M, dove un rapido ebollimento, aiuta-to da una agitazione continuata produce laevaporazione delle ultime quantità d’acqua.Il prodotto sottraggesi immediatamente do-po all’ azione del fuoco e si versa in baci-ni di rame; contiene 20 a 25 per 0/0 dimaterie impure che lo intorbidano e locolorano, per separare le quali vi si versaun 2 per 0/0 di acido solforico e si agi-ta fortemente. Due giorni dopo 1 ’ olio lim-pido giugue alla superficie e le impurità sisono precipitate. Separasi 1 ’ olio cotr pre-cauzione e si versa il residuo, che è un mi-scuglio di olio e di sostanze straniere, infiltri di tela posti in una stufa, ottenendosim tal guisa la maggior parte dell’olio con-tenuto nei sedimenti. Il residuo delle ope-razioni precedenti,ch’è nero e molto den-so, si adopera con vantaggio nella produ-zione del gas per l’illuminazione. Siccomepoi sarebbe difficile d’introdurre con re-golarità nella storta questa specie di gra-Suppl. Di%. Tecn. T- XF{.
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scia, così scioglievi nell’olio enipneuma-tico ottenuto ii dì precedente, avendoseneogni giorno una quantità che può senilea liquefare la grascia del giorno dopo. Ilgas ottenuto dalla decomposizione di que-ste materie depurasi con la calce, e leacque di lavacro che ne risultano con-tengono del cianuro di calcio che serve apreparare 1 ’ azzurro di Berlino . Trattandoqueste acque col solfàto di ferro ne risul-ta un precipitato nero che dà un residuodi un azzurro intenso lavandolo con l’aci-do idroclorico. Il gas ha molta forza illu-minante, poiché un piede cubico di essodà una luce uguale a quella prodotta dauna lampana diCarccl che bruci 48 grani-rne di olio all’ora, di modo che per ottene-re la luce di mia lampana comune simile aquelle clic adoperasi nelle officine la spesapel gas ghigne a circa 4 centesimi all’ ora,calcolandosi a G centesimi il valore delpiede cubico.
Per giugnere alla compiuta separazionedelle sostanze straniere contenute nell’olioe die impediscono di poterlo porre in com-mercio abbisognarono molle prove ; maera indispensabile in pari tempo di utiliz-zare anche il residuo, e perciò IlouzeauJluiron diedesi a trovare un metodo ditrasporto del gas che fosse tutto insiemesemplice, economico e poco pericoloso.Appigliossi a tal fine, come vedemmo alloarticolo Illuminazione a gas in questo Sup-plimento (T. XIII, pag. 270), al metodopiù usato in Inghilterra di portare il gasnon compresso, ricevendolo iti un reci-rpiente cilindrico formato di un tessuto ela-stico che termina con due fondi, i quali,riavvicinandosi obbligano il gas contenutonel cilindro ad uscire ed a passare in unserbatoio che trovasi presso il consumato-re, la vettura essendo munita a tal fine diun tubo flessibile che adattasi ad altro tu-bo che tiene il serbatoio stesso. Quandola vettura torna all’ officina se la empie
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