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Lavatura
Lavatura
po pa deponesi sopra una tela e col mez-'impiegare una assai piccola quantità di ir
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zo di due rotoli se ne spreme quasi tutta! equa, la cui efficacia è tanto maggiore eh*1’ acqua che contiene. Quest’ acqua, insie- si comincia dal lavare la polpa più esatt-ine con quella data dal cilindra soffrega-tore precedente, viene sempre innalzata dauna tromba al di sopra della parte supe-
riore del bindolo a cappelletti. I cilindrisono di grosso lantierone o di ghisa sottile,dappoiché il ferro non solo non reca dan-no al succo, ma ne facilita anzi la defeca-zione.
Il meccanismo è assai semplice ed operafacilmente potendosi fare con varii metallie di grandezze diverse, per soddisfare aibisogni di ciascun manifattore. Un solo uo-mo può facilmente muovere il bindolo eiar agire i tre cilindri soffregatori ; cosìpure un altro uomo può facilmente darmoto ai cilindri spremitori ; ma in qualsiasilàbbriea dove si abbia una ruota a cavallood una macchina a vapore può interamen-te condursi il meccanismo mediante puleg-gie di rinvio, Il residuo seccato abbastanzasi può conservare, e mangiasi volentieridai bestiami quando vi si aggiuuga un po-co di sale. Nelle fabbriche di zucchero dicanna possono farsene stiacciate o fasciiche riescono un ottimo combustibile.
Allorché si rifletta che un tagliatoio pel-le canne od una grattugia per le barba-bietole che taglino 53 chilogrammi al mi-nuto fanno un lavoro di 1980 chilogram-mi all’ ora, e che un giro intero dell’ esau-ritorc non impiega che tre minuti, durante i j sciasi e lascia cadere il suo contenuto in unquali 99 chilogrammi vengono ammolliti,!imbuto,il quale,mediante un tubo condul-Juvatie spremuti, ben si comprende essere:tore, va al terzo cilindro. È allora che a-impossibile che la fermenlazioue abbia il;presi il robinetto dell’acqua che dee servitetempo di svilupparsi. Nel caso indicato in appresso per P innafliamento, e la suaogni vaso del bindolo contiene 3 chilo-1chiave ha unindice che cammina sopra unagrammi di polpa, e siccome la macchina è mostra graduata con 24 divisioni, ad og-
polpa più esau-rita ; d’altra parte, l’acqua pura non bagnache questa polpa soltanto e non quella piùricca, il che è precisamente 1’ opposto diquanto avviene ordinariamente negli altriapparati che per questa ragione ne impie-gano privi di 35 e fino al 5o per 0 / 0 , ilohe è cagione che molti .gli hanno ab-bandonati ira quelli che anche dopo aver-ne fatto 1’ acquisto trovarono meno mal*di tornare all’ uso della pressione, malgra-do gli svantaggi che questa presenta.
Ecco in qual guisa mettasi in moto e sifaccia agire 1’ esauritore. Quando è cadutanella caldaia una quantità del vegetale sulfidente per caricare un solo vaso del bin-dolo vi si aggingne un decimo di acqua.Così, per esempio, se la quautità del vergelale sarà di 5 chilogrammi, l’acqua daag-giugnervi sai a di o cllll ',3. Si fa allora la cuo-citimi e tosto che è giunta al grado desi-derato si spigne la massa verso il foro dievacuazione. In questo frattempo è giun-ta dell’altra materia che venne tornita in-dietro separata da quella che è cotta; sifa cadere la prima sul cilindro mediant*ima spazzola composta di fili di ferro finied incruditi. Si tratta in tal guisa il vege-tale fino a che lutti i vasi del bindolosieusi riempiti della polpa inviata loro daicilindri. Ben presto il vaso più alto rove-
rotativa così il lavoro riesce continuo ; masi può interromperlo e riprenderlo istanta-neamente senza che ne risulti alcun danno.Si comprende assai iàcilmente altresì,
getto di poter agire con sicurezza e nonfar giugnere se non se quella quantità p re 'eisa di acqua che riconobbesi utile con besperienza. All’ uscire dall’ ultimo cilindro
che operando in^ questa maniera si può soffiegatore, la polpa cade o viene portai*