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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Làtitoua

materia grassa mostrasi sotto vaili coloricoma il bianco, il giallo paglia, il giallocarico e talvolta il bruno ed il rosso. Collavacro tutte queste tinte svaniscono ingran parte, e dopo questa operazione lalana appare uniformemente bianca. Tro-vasi anche in varii stati ; talvolta è molle,glutinosa, appiccaticcia ; tale altra somigliaal burro od all’ olio ; talora finalmente haun aspetto che si avvicina all’ uno od ai-fi altro di questi due stati. Quando è nel-lo stato untuoso ed appiccaticcio ha losvantaggio di non potersi togliere col la-vacro ad acqua fredda che rende anzi mol-to difficile, trattenendo con forza le soz-zure. E anche raro che le lane copertedi materia grassa untuosa abbiano finez-za e mollezza. All’ opposto quando lamateria grassa ha la consistenza di un olioha il vantaggio di non trattenere l’impuri-tà nel lavacro di essere levata in gran par-te dall’ acqua fredda e di accompagnarebene spesso nella lana finezza, la dolcez-za, la elasticità e la mollezza.

» Nello stesso animale la materia grassaabbonda specialmente nelle parti ove cre-sce la miglior lana, come nei fianchi, sulcollo e sul dorso, mentre nelle altre partidel corpo, come all’ interno delle coscesui piedi, nel garetto, e sulla nuca, ove nonsi raccoglie che lana di poco valore, èpiù scarsa di molto. Questa grascia sem-bra essere propria della razza dei merini,non trovandosi nella lana delle pecorecomuni, e pare che la proporzione cre-sca o scemi secondo lo stato di salutedell’ auimale. La lana dei meticci non laacquista che per effetto dell’incrociamentocoi merini. Il colore poi di questa grasciasembra, secondo le apparenze risultare dalregime cui questi animali assoggettansi,poiché in Ispagna è bianca generalmentepei castrati vaganti di razza leonese, lo chePon è di quella dei castrati stazionari o,come ivi diconsi estantes delia stessa fà-

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miglia. » Si osserva parimenti che i ca-strati della Crau e della Camarga , cheviaggiano tutti gli anni dalle pianure diArles alle montagne del Delfmato hannoaneli’ essi 1’ untume bianco.

Di quanto riguarda la cernita e l’assor-mento della Lana a quella parola venne asufficienza trattato, Le operazioni che de-vono susseguire alla cernita e precedere illavacro sono la spiluccatura e la battitura,

Per ispiluccare le lane gettasi una dellequalità formatesi con la cernita sul pavi-mento di una stanza ben netta, poi se neprende una certa quantità, ossia una man-ciata e se la pone sopra un graticcio dilegno sostenuto da due cavalletti ; ivi sistende, si apre e sparpagliasi mediante unaforcella di ferro, levando a mano i bioc-coli attortigliati o feltrati, quelli lordi difimo e tutte le altre impurità grossolane.

Fatta ciò si passa alla baltitura, lo sco-po della quale si è di far uscire la polve-re e di separare tutte quelle piccole soz-zure che non si sono potute levare con lamano. Questa battitura si fa sul graticciocol mezzo di due bacchette liscie di legnocon le quali battesi alternativamente la la-na con ambe ie mani, avvertendo, ilei dis-impegnare le bacchette dalla lana, di nonrialzarle perpendicolarmente, il che solle-verebbe alcuni bioccoli gettandoli da lon-rtano, ma di ritrarre le braccia all’ indietroper disimpegnare le bacchette dal macchiodella laira prima di rialzarle. Potrebbersiadoperale per questa battitura quelle maochiue, dette lupi, che si adoperano nellefabbriche dei panuilani, e la lana ne riu-scirebbe meglio aperta e più pura.

Qualunque siasi il metodo, di lavaturache adottasi per le lane conviene,per quan-to è possibile, far uso di un’ acqua pura,chiara e corrente. Un’acqua stagnante beanetta può tuttavia servire benissimo aquesto uso. Sono da preferirsi quelle a-cqu* che euocono bene i legumi e sciqi-