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Tomo XXX. [Supplimento.]
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44 8 Lavatura

gono facilmente il sapone. E da evitarsiT uso delle acque dure, crude, calcari, se-ienitose, non solamente perchè i sali cal-cari che contengono decompongono 1 ’ un-tume che è un sapone animale, ma per-chè i nuovi sali insolubili che risultanoda questa decomposizione si precipitanoe fissano sulla lana, l’incrostano, alteranola sua lucidezza, la rendono ruvida al tattoe fragile, benché di sua natura sia fina edolce e nuocono cosi sensibilmente allebuone sue qualità. Rimediasi in parte alladurezza e crudezza delle acque col lasciarleesposte otto o dieci giorni prima al sole edall’aria, o gettando dell’urina umana pu-trefatta o ceneri di legna. Nelle acque se-lenitose, vale a dire che tengono in solu-zione del gesso o pietra da gesso, bastauna piccola quantità di carbonato di sodaper fare svanire la loro durezza. Si giugneegualmente a render dolci le acque chesono cretacee con 1 ’ aggiunta di un pocadi ammoniaca.

Vi sono due maniere di lavatura cioèquella a freddo e quella a caldo. La pri-ma si pratica o mentre le lane sono suldosso degli animali, a quel modo che al-F articolo Lava si è detto, o sui velli do-po che si sono levali dagli animali, cernitiassortiti, spiluccati e battuti. Questo lava-cro, come dicemmo parlando dell’untume,è spesso bastante per le lane comuni chedepura compiutamente quando sia fattocon diligenza, ma alle lane fine dei me-rini non toglie per lo più se non che lountume propriamente detto, e lascia alme-no in gran parte, la materia grassa dallaquale fa duopo liberare poi la lana nellemanifatture.

Per lavare i velli a freddo si gettano invasche d’ acqua alla temperatura dell’ at-mosfera, ed ivi lasciansi a molle circa 24ore. Se la lana fosse sporca ed Impura sipotrebbe lasciarcela 3 a 4 giorni senzache subisce per questo alterazione veruna.

Lavatura

Quando P acqua ha ben penetrato dap-pertutto si da mano alla lavatura che sieseguisce prontamente levando la lana eponendola entro panieri che si tuffano apiù riprese in un’acqua corrente, avendocura di sollevare tratto, tratto la lana conun bastone liscio, ma senza rivoltarla.Quando è abbastanza lavata in tal guisa,se la mette sopra graticci o tavole fattecon ispranghe di legno sottili incrociate epolite perchè goccii. Di là trasportasi so-pral’erba ben netta, sopra un tavolato 0 sutele e si lascia esposta all’ aria libera, per-chè termini di asciugarsi; possonsi ancheadoperare a ta 1’ uopo graticci o reti sol-levate al di sopra del suolo, lo che rendeancora più facile 1’ evaporazione dell’ a-rqua. Quando la situazione non permettadi lavare la lana in acqua corrente si puòfarlo in vasche lunghe i "’.3 alarghe o'",6 a i m ,3 e profonde 0"'^.Se si può disporre di un filetto di a-cqua che rinnovi di continuo il liquidodi queste vasche, la lana n’ esce piu bian-ca e più pura. In una di epieste vascheun uomo può lavare un quintale di lana algiorno. Nella lavatura a freddo le laneperdono presso a poco lo stesso che conuna buona lavatura sul dosso, vale a (lireche è duopo ancora spogliarle di 1 5 , 20020 per 0/0 del loro peso per porle inistato di ricevere tintura.

Per le lane fine le lavature a freddonon sono però che una specie di depura-zione, molto utile bensì per far conoscereal giusto le (qualità della lana per liberarladalle sozzure e del suo untume, ma nonhanno lo stesso scopo di quelle a caldoche sono destinate in generale a purgarleda tutte le impurità che contengono ed aspogliarle dall’ eccesso di mater ia grassaondp sono intonacate. Perciò abbiamo ve-duto all’ articolo Lara come anche per lalavatura sul dosso si suggerisse 1’ uso del-1 ’ acqua calda. Pei velli questa lavatura 4