Lavatura
fa con vari! metodi, avendovi però sempretre operazioni distinte, vale a dire, 1’ am-inollamento, che consiste nel tullare la la-na in un bagno qualunque ; il lavacro chesi la in un’acqua pura e corrente, e l’asciu-gamento.
Nel Dizionario abbiamo descritti me-todi spaguuoli e quello usato in Russia edetto di Davallon, ed accennammo che nel-l’introdurre in Francia quelli spagnuo-li si erano migliorati d’ alquanto. Ne da-remo qui una succinta descrizione, laquale potrà tornar utile a quelli che nonlavorando molto in grande non potesserogiovarsi dell’ apparato di Davalloig
I miglioramenti fattisi in Francia aimetodi spagnuoli consistono nell’ averliresi più salubri pegli operai, migliori perla purezza e qualità dei prodotti che dan-no, più semplici relativamente alle maui-pulazioni e meno dispendiosi ad essereposti in attività. In vero per intraprendereil lavacro delle lane Gire non altro occor-re,secoudo i metodi francesi, se non se unmagazzino che contenga le lane col lorountume, una tettoia selciata od ammatto-nata, posta in riva ad acqua corrente edun poco inclinata verso quella e sottola quale abbiavi una caldaia montata sulsuo fornello e guernita di un robinetto,alcune tinozze e panieri o ceste, bacchettedi le gno liscie o piccole forcelle, carriuole,tele da asciugare ed una stanza o magaz-zino da ridurvi in monte la lana, imballar-la e conservarla fino al momento dellavendita. Per cominciare il lavacro quale sipratica in oggi, cominciasi dal riempirela caldaia d’ acqua pura che si riscalda aio o 4o°R. Quando è giunta a quel gradose ne fa scolare una parte in una fina sot-toposta e vi si tuffa la lana che lasciavisi am olle 18 a 2 o ore senza muoverla. Unaparte dell’ untume di questa lana distio-gliesi, e questa prima acqua che, propria-Ptente parlando, è una soluzione di saponeSappi. Din. Tccn. T. XFl
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a base di potassa, diviene il principaleagente per le lavature successive. Versasiquesta soluzione nelle vasche e vi si ag-giugne circa un quarto di acqua calda,tanta cioè quanta ne occorre per portareil bagno ad una certa temperatura che conla pratica si impara facilmente a misurarcon la mano. Si calcola che questa tempe-ratura non debba oltrepassare i 45° R perle lane sopraffine ; i 4°° R per quella diprima qualità; i 3o“ R per quella di se-conda ; i 25° R per quella di terza ; e cheabbia ad essere appena tiepida per le lanecomuni, contenendo queste meno untarneed essendo più facili a depurarsi. Quandoil bagno è alla temperatura fissata vi situffa a piccole porzioni la lana da lavarsi,e se la solleva di continuo mediante unaforcella o con bacchette liscie, a fine diaprirne i bioccoli e di farvi penetrare il li-quido: se la si rivoltasse si intreccierebbe.Dopo mezzo quarto di ora, od un quartodi ora al più, la lana è disunta abbastanzae levasi allora con la forcella o con lebacchette in grandi fiocchi ciascuno di -ìdi libbra, per deporla in ceste o panieri divimini che tengonsi per un istante sospesial di sopra delle fine ad oggetto di perderemeno che sia possibile d’acqua saturata diuntume; ivi si sgocciola per alcunimomen^ti, poscia trasportasi nelle ceste al lavatoioposto sulle rive di un’ acqua corrente. Daqualche tempoi lavatori adoperano panieridi rame bucherati, evitandosi così la per-dita notabilissima della lana che fuggivaqualche volta per le aperture dei panieridi vimini.
Non si è d’ accordo intorno al momen-to in cui s’ abbia ad immergere nell’ acquadi lavacro la lana disunta ; assicurano al-cuni che quanto più calda è la lana quan-do lavasi in acqua corrente più si depura ;altri, all’opposto, sostengono che lasciandoraffreddare la lana prima di lavarla divienepiù bianca e che non essendo stata cui ; i-