Lavatura
E facile trovare la espressione matema-tica della forza acceleralrice che tende aprodurre questa separazione : chiamandoV il volume di una particella, p il suo pe-so specifico, il suo peso sarà pY ; perderànell’acqua una parte del suo peso ugualea Y, ed il suo peso nell’acqua non sarà piùche (p —i) V. La massa di questa parti-
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cella essendo --, la forza acceleratrice che8
la solleciterà al moto nell’ acqua sarà :
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(!>— 1 )VP?
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Da ciò si vede che quanto maggioresarà la densità del corpo, tanto più gran-de sarà la fòrza acceleratrice; quindi ilcorpo più denso sarà quello che cadrà piùpresto. Questa fòrza perù non è la solache solleciti al moto le particelle; ma dee-si aggiugnere la resistenza dell’ acqua chec presso a poco proporzionale al quadrato della velocità ed alla sezione trasversaledel corpo perpendicolare alla direzionedel movimento. Chiamando u la sua ve-locità, a una delle tre dimensioni lineari,Ivun coefficiente numerico, 1 ’ espressione di
t P
E a massa —
questa forza sarà li a 1
della particella essendo proporzionale alvolume, ed il volume V proporzionale alcubo a per le dimensioni lineari, si avrà perla espressione della forza rilardatrice do-vuta alla resistenza del liquido :
•—La forza acceleratrice hapY ap
Lavatura 4^9
acceleratrice crescerà con le dimensionidelle particelle tenute in sospensione dimodo che se i grani dei minerali avesserodimensioni mollo diverse, la separazioneche tende a produrre la differenza dei pe-si specifici forse non accadrebbe più : unadelle prime condizioni adunque si è quel-la di operare la lavatura sopra mineraliconvenientemente assortiti, o mediante cri-velli, o col mezzo di sedimenti in un labi-rinto. Il movimento oscillatorio dato alcrivello esser dee molto rapido. Quandole materie sterili sono giunte alla superfi-cie l’operaio poggia il crivello sull’ orlodella vasca e con un piccolo raschiatoiodi ferro le taglia e le fa cadere sul suolo.Al di sotto trovasi un prodotto medio for-mato dai grani di ganga che contengonoancora particelle metalliche ; levansi ancheessi col raschiatoio e mettonsi a parte perpassarli nuovamente sotto i pestelli ad a-cqua e lavarli da capo nei crivelli o sul-le tavole. Finalmente al fondo trovansile parti metalliche quasi pure che vengo-no immediatamente consegnate alla fonde-ria oppure assoggettansi ad un’ altra lava-tura. Quando la materia è povera aggiu-gneri in più volte del minerale greggio pri-ma di levare il sedimento più ricco il qua-le non togliesi che quando sia giunto allaaltezza di 27 millimetri. Finalmente unquarto prodotto si è la sabbia fina o schlichpassata attraverso le maglie e depostasi alfondo della botte. Quando 1’ operazionefatta da un operaio un po’ destro non
ad
8
unque per espressione :
sf I — — ——
V p ap JL’equazione del movimento acceleratodi questa particella è :
<l ~~ , A—ì
dz \ p ap ì
Da questa formula si vede che la forza
passano che parti fine e ricche, le quali silavano per solito un’ altra volta sopra uncrivello più fino o sulle tavole.
Siccome 1’ operaio dee sostenere tuttoil peso del crivello e lavorare con le ma-ni sempre nell’ acqua, così fa grande fati-ca. Si cercò di rimediarvi sospendendo ilcrivello ad una pertica elastica, come quel-lo per la prima lavatura ; in tal caso ba-stava premere sulla maniglia del crivello